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Economia 2 min di lettura6 giorni fa

Ex Ilva, stop agli sconti energia: la Corte Ue chiude la porta

Per i giudici europei chi è in procedura concorsuale resta fuori dagli incentivi riservati alle imprese energivore, mentre la verifica finale spetta al tribunale italiano.

La possibilità di agganciare gli incentivi per l’energia si restringe per chi si trova in una procedura concorsuale: secondo la Corte di giustizia dell’Ue, questo stato basta a far rientrare l’impresa tra quelle «in difficoltà» e quindi fuori dai benefici. Il caso riguarda Acciaierie d’Italia, la società che ha raccolto l’eredità dell’ex Ilva.


Il giudice italiano dovrà chiudere il caso

La decisione finale, però, non arriva da Lussemburgo. Sarà il giudice amministrativo italiano a dover accertare se nel caso concreto ricorrano davvero i presupposti richiamati dalla normativa e a definire la controversia sulla base dell’interpretazione fornita dai magistrati europei.

Per la Corte, la presenza di una procedura concorsuale legata all’accertamento dell’insolvenza è sufficiente a qualificare l’impresa come in difficoltà ai fini delle regole sugli aiuti di Stato. Questo significa che le agevolazioni pensate per le aziende ad alto consumo di elettricità o gas non possono essere riconosciute automaticamente.


Le regole Ue restano rigide

Nel 2024 le autorità italiane avevano già respinto le richieste del gruppo siderurgico per ottenere i vantaggi previsti nel 2025. Alla base del diniego c’erano proprio l’amministrazione straordinaria e la situazione di insolvenza, elementi che per i giudici europei pesano nella valutazione.

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La Corte ha poi ricordato che, adottando gli orientamenti sugli aiuti destinati al salvataggio e alla ristrutturazione, la Commissione europea ha limitato volontariamente il proprio margine di scelta sulla compatibilità degli interventi pubblici. Di conseguenza, una deroga a quelle regole finirebbe per contrastare i principi di parità di trattamento e di tutela dell’affidamento legittimo.

Un altro passaggio riguarda la disciplina italiana: Roma ha infatti adeguato le norme sugli sconti energetici al quadro Ue sugli aiuti per clima, ambiente ed energia, che esclude espressamente le imprese considerate in difficoltà secondo gli orientamenti europei.

La Corte ha infine chiarito che il fatto che una procedura nazionale possa puntare a riportare l’azienda alla redditività non cambia la sua qualifica. Anche gli aiuti concessi alle imprese energivore, hanno osservato i giudici, non possono essere trattati come aiuti al salvataggio perché perseguono obiettivi diversi.

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