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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Ex Ilva, il 20 ottobre il nodo decisivo: altoforni verso lo stop

La Cassazione esaminerà il ricorso prima della scadenza fissata per la fermata degli impianti dell’area a caldo di Taranto.

Il calendario giudiziario lascia poco margine: la Cassazione esaminerà il ricorso il 20 ottobre, appena otto giorni prima del termine previsto per lo spegnimento degli altoforni dell’ex Ilva. Senza un nuovo intervento dei giudici, la fermata dovrà quindi essere completata entro il 28 ottobre.


La Cassazione entra nella partita

La richiesta presentata dalle parti mirava a congelare gli effetti del provvedimento in attesa della decisione della Suprema Corte. L’udienza è stata già calendarizzata, ma al momento non risulta adottata alcuna misura che modifichi la scadenza indicata.

Il ricorso arriva dopo il secondo rigetto della domanda cautelare avanzata dai legali dell’ex Ilva in amministrazione straordinaria e di AdI spa. L’obiettivo era ottenere una sospensione temporanea della decisione relativa agli impianti di Taranto.


Per i giudici prevale la salute

Nel motivare il nuovo diniego, la Corte d’Appello di Milano ha ritenuto che i rischi legati alla possibile fermata degli altoforni non possano superare la necessità di proteggere la salute. La decisione richiama sia l’interpretazione maturata in ambito comunitario sia i principi fissati dalla Costituzione.

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Secondo il collegio, il bilanciamento tra gli interessi contrapposti deve orientarsi verso la tutela sanitaria, definita «comunque prevalente». La motivazione considera dunque il diritto alla salute l’elemento prioritario nella valutazione delle conseguenze dello spegnimento.


Resta valida la decisione di luglio

La pronuncia è stata adottata dalla sezione imprese della Corte d’Appello di Milano, presieduta da Giuseppe Ondei e composta anche da Carla Del Vecchio e Silvia Cortelloni. I giudici hanno confermato per la seconda volta l’efficacia del provvedimento già emesso a luglio.

Quel provvedimento dispone il blocco dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto e impone la conclusione dello spegnimento entro il 28 ottobre. La nuova decisione respinge così l’istanza delle società e mantiene inalterato il quadro in attesa del giudizio della Cassazione.

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