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Economia 1 min di lettura17 min fa

Energia, la Bce non può voltarsi: Lagarde chiede prudenza sui tassi

La presidente dell’Eurotower avverte che il conflitto spingerà l’inflazione nel breve periodo, ma per ora non vede effetti rilevanti su salari e prezzi.

L’aumento dei rendimenti a lungo termine è già destinato a frenare l’economia e a ridurre la trasmissione degli aumenti energetici ai prezzi rispetto alle stime di settembre. È questo uno degli elementi evidenziati da Christine Lagarde durante la riunione del Comitato internazionale monetario e finanziario del Fmi, convocata a Bangkok.

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I tassi alti frenano la crescita

La presidente della Bce ha osservato che, nonostante una crescita finora resistente, le condizioni di finanziamento sono diventate più rigide. I tassi di interesse sulle scadenze più lunghe sono saliti in modo significativo dall’ultimo incontro dell’istituto centrale.

Secondo Lagarde, questo irrigidimento avrà due conseguenze: rallenterà l’espansione economica e limiterà il trasferimento degli shock energetici agli altri prezzi, in misura maggiore rispetto a quanto previsto nelle proiezioni pubblicate a settembre. Nel breve periodo, tuttavia, l’inflazione è attesa in aumento proprio per effetto delle recenti tensioni sui mercati dell’energia.

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La risposta deve restare calibrata

Nel suo intervento, Lagarde ha definito lo shock energetico provocato dalla guerra all’Iran «troppo grande per essere ignorato» dalla politica monetaria. Allo stesso tempo, ha ribadito che «una risposta misurata resta quella giusta per mantenere l’inflazione sotto controllo».

La strategia della Bce continuerà a basarsi su tre elementi: l’andamento previsto dell’inflazione e i relativi rischi, la traiettoria dell’inflazione di fondo e l’efficacia con cui le decisioni sui tassi si trasmettono all’economia. Per ora, l’istituto non rileva segnali di un passaggio significativo dell’aumento dei costi energetici agli altri beni o alle retribuzioni, oltre gli effetti già incorporati nelle sue stime.

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