Beretta, il fronte invisibile: attacchi informatici e nuove mosse negli Usa
Il gruppo segnala intrusioni e interferenze legate a intelligence straniere mentre rafforza la presenza americana con l’acquisizione di una quota di Sturm, Ruger
Le tensioni geopolitiche stanno entrando anche nei sistemi informatici delle aziende strategiche. Beretta Holding, gruppo con sede in Lussemburgo e attività distribuite in diversi Paesi, ha ricevuto segnalazioni relative ad attacchi e interferenze in alcune nazioni europee dove possiede stabilimenti. Parallelamente, la società ha chiuso un’operazione da 107 milioni di dollari negli Stati Uniti.
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La minaccia arriva dalle reti
A descrivere il quadro è Pietro Gussalli Beretta, presidente e amministratore delegato di Beretta Holding. In un’intervista ha spiegato che il gruppo ha raccolto indicazioni da più Paesi europei e che gli episodi non si limitano alla sicurezza informatica: «Abbiamo avuto problemi sia di sicurezza informatica sia di interferenze di altra natura, diciamo di intelligence straniera».
Secondo Gussalli Beretta, anche le attività italiane sono state interessate da problemi, ma nel caso dell’Italia si è trattato esclusivamente di attacchi informatici. L’azienda sta lavorando con le autorità dei Paesi coinvolti e considera la protezione delle proprie strutture una responsabilità diretta, mentre l’azione istituzionale spetta agli organismi competenti.
Il tema riguarda un gruppo attivo in comparti particolarmente sensibili: Beretta Holding opera infatti nelle armi portatili leggere, nelle munizioni e nei prodotti ottici, oltre a collaborare con numerosi governi europei. In questo contesto, la crescita degli attacchi informatici si intreccia con il conflitto in Ucraina, la guerra in Medio Oriente e un quadro internazionale nel quale le pressioni sulle imprese assumono forme diverse.
Negli Stati Uniti cresce la partecipazione
Sul piano industriale, Beretta Holding ha portato a termine l’offerta pubblica di acquisto per rilevare un ulteriore 15% di Sturm, Ruger & Company, società americana quotata alla Borsa di New York. Con questa operazione, la partecipazione del gruppo italiano nella compagnia statunitense sale al 25%.
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L’investimento viene presentato come un passaggio di natura industriale e non finanziaria. L’obiettivo, ha chiarito Gussalli Beretta, è ampliare le possibilità di sviluppo commerciale e produttivo per entrambe le società, mantenendo aperta la valutazione di ulteriori acquisizioni nei settori già presidiati dal gruppo a livello mondiale.
Progetti ancora da definire
I dettagli della collaborazione con Sturm, Ruger & Company saranno esaminati nei prossimi mesi insieme ai partner. Il presidente di Beretta Holding non ha anticipato i contenuti dei futuri progetti, ma ha riferito che i rapporti con la società americana sono diventati più distesi dopo una fase iniziale segnata da contrasti.
Nel consiglio di amministrazione di Sturm, Ruger & Company saranno inoltre nominati due rappresentanti indipendenti indicati da Beretta Holding. La società italiana punta così a costruire nuove iniziative industriali con la direzione e gli organi di governo della partner statunitense, mentre continua a guardare a possibili operazioni di crescita internazionale.
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