Eleva riunisce Moderna 2020 e Gda nel Sud Italia
Il consorzio coordinerà acquisti e distribuzione, lasciando indipendenti insegne, vendite e politiche commerciali dei due gruppi.
Moderna 2020 e Gda hanno creato Eleva, consorzio che riunisce 409 punti vendita nel Sud Italia e vale 1,1 miliardi di euro.
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Reti commerciali ancora autonome
Valerio Di Carlo, direttore generale di Gda, ha chiarito che le due società continueranno a gestire separatamente insegne, assortimenti, politiche commerciali e sviluppo della rete. «Mettiamo invece in comune ciò che non si vede dallo scaffale, ma pesa sull'efficienza di entrambi», ha spiegato.
Anche Nicola Mastromartino, amministratore delegato di Moderna 2020, ha precisato che il consorzio non è stato concepito come una struttura chiusa. Dopo il raggiungimento di una sufficiente stabilità, Eleva potrà accogliere altre realtà della distribuzione organizzata meridionale.
Operatività da gennaio 2027
La nuova organizzazione diventerà operativa a gennaio 2027. Il percorso partirà dal settore dei prodotti surgelati e sarà poi esteso gradualmente alle altre categorie merceologiche.
L’obiettivo è concentrare le attività comuni negli acquisti e nella logistica, così da rendere più efficienti i processi e rafforzare i rapporti lungo la filiera, senza modificare l’autonomia delle singole reti di vendita.
I numeri dei due gruppi
Moderna 2020 contribuisce al progetto con 217 negozi distribuiti in sei regioni. Nel 2025 il gruppo ha registrato ricavi per 655 milioni di euro.
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Gda conta invece 192 esercizi presenti in sette regioni: Campania, Calabria, Basilicata, Puglia, Lazio, Abruzzo e Molise. Il fatturato del gruppo nel 2025 è stato di 510 milioni di euro.
Sede e organi del consorzio
Eleva ha sede a Salerno e dispone di un capitale sociale pari a un milione di euro. La partecipazione è divisa in parti uguali: Moderna 2020 e Gda possiedono entrambe il 50%.
Il consiglio di amministrazione è guidato da Costantino Di Carlo, presidente e legale rappresentante. Ne fanno parte anche Nicola Mastromartino, con delega allo sviluppo, e Dario Nisoli, consigliere indipendente.
Di Carlo ha indicato equità, trasparenza, affidabilità nei rapporti con fornitori e centrale d’acquisto e rigore nelle procedure tra i criteri alla base del progetto. Il nome Eleva richiama l’espressione «efficienza logistica, efficacia e valore negli acquisti».
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