Francia e Italia, spread più larghi e Bce sotto pressione
I differenziali aumentano tra conti pubblici fragili, vendite sui futures e minore liquidità del mercato obbligazionario
I differenziali dei titoli di Stato di Francia e Italia rispetto ai Bund tedeschi si sono ampliati, alimentando i timori sui mercati europei.
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Posizioni prudenti sui due Paesi
Flossbach von Storch conserva un atteggiamento cauto verso entrambi gli emittenti. Lars Conrad, responsabile degli investimenti obbligazionari della società, ha spiegato che la strategia comprende posizioni corte sui futures legati a OAT e BTP.
Il gruppo continua intanto a monitorare eventuali anomalie nelle quotazioni. Secondo Conrad, proprio queste distorsioni potrebbero creare occasioni sui titoli emessi dagli Stati con conti pubblici e fondamentali più solidi.
La Bce valuta la risposta
L'aumento dei rendimenti sta rendendo più oneroso il finanziamento per i Paesi considerati fiscalmente vulnerabili. Per questo, secondo l'analista, cresce la possibilità che la Banca centrale europea intervenga almeno con dichiarazioni pubbliche.
Non è però certo che una comunicazione dell'istituto basti a riportare fiducia tra gli investitori. Per fermare il deterioramento potrebbero servire un piano politico credibile per il risanamento dei bilanci oppure un'azione monetaria più incisiva; un allentamento della linea della Bce, tuttavia, non è ancora una conseguenza acquisita.
Vendite e liquidità in calo
La pressione non dipende soltanto dalla politica monetaria. Le vendite sui futures si sommano a una disponibilità ridotta di scambi e alle tensioni sui conti pubblici, mentre Francia e Italia collocano abitualmente oltre 10 miliardi di euro di obbligazioni ciascuna attraverso le aste.
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Gli investitori con un orizzonte lungo rimangono cauti e gli operatori incaricati di sostenere le emissioni devono quindi prendere in carico quantità maggiori. La volatilità, nello stesso tempo, limita la loro propensione al rischio. Conrad ha parlato di «un ciclo potenzialmente in grado di autoalimentarsi, caratterizzato da pressioni di vendita, rendimenti in aumento e liquidità in calo».
I numeri degli spread
Nella seduta di ieri, il margine tra i titoli francesi decennali e i Bund tedeschi di pari durata è cresciuto di circa 15 punti base. Per i BTP italiani l'incremento è stato invece di circa 10 punti base.
Gli OAT a dieci anni hanno raggiunto un rendimento vicino al 5%, attirando alcuni compratori disposti a sfruttare i prezzi. Nemmeno gli acquisti consistenti da parte di investitori istituzionali hanno però impedito un ulteriore allargamento del differenziale francese.
Conrad ha definito la Francia «il fanalino di coda dell'area euro». A peggiorare la situazione potrebbero contribuire anche eventuali riduzioni dei giudizi di affidabilità sul debito, con nuove vendite e ulteriori rialzi dei rendimenti.
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