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Economia 1 min di lettura2 ore fa

Campus Montecitorio prepara sedi in Italia, all’estero e carceri

La scuola di educazione civica ha ricevuto richieste da aziende, organizzazioni e istituzioni culturali italiane fuori dai confini.

Il progetto Campus Montecitorio punta ad aprire nuove sedi in Italia, all’estero e anche negli istituti penitenziari. L’annuncio è arrivato a Roma durante la giornata conclusiva del Meeting Montecitorio 2026, promosso da Task Force Italia il 27 e 28 ottobre a Palazzo Wedekind.

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Le richieste dalle città italiane

Al centro dell’iniziativa c’è la Fondazione Campus Montecitorio, scuola nazionale di educazione civica con sede principale in piazza Montecitorio 116. Il programma è stato presentato nel corso di tavole rotonde dedicate a occupazione, welfare, responsabilità sociale, innovazione e intelligenza artificiale.

Giordano Fatali, presidente della scuola, ha spiegato che il progetto iniziale prevedeva uno sviluppo graduale sul territorio nazionale. Nel frattempo, però, aziende, organizzazioni e fondazioni hanno iniziato a chiedere l’apertura di sedi presso le proprie strutture, da Bari a Palermo, passando per Milano e Venezia.


Il progetto oltre i confini

L’interesse, secondo quanto riferito da Fatali, è arrivato anche da comunità italiane residenti in altri Paesi. «Nel mondo ci sono più di 80 milioni di italiani», ha detto, riferendosi anche agli oriundi e alle persone di seconda o terza generazione.

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Tra le città indicate per possibili aperture figurano New York, Parigi e alcune località del Brasile. La Fondazione sta prendendo contatti con istituti italiani di cultura, ambasciate e Camere di commercio presenti all’estero per valutare le modalità di collaborazione.


L’ipotesi delle sedi in carcere

Un altro sviluppo allo studio riguarda il sistema penitenziario. La scuola nazionale di educazione civica potrebbe portare le proprie attività nelle carceri con il sostegno dell’associazione Nessuno tocchi Caino e di Rita Bernardini.

Il piano è stato illustrato nella seconda giornata dell’appuntamento romano, dedicato alla definizione di proposte per un’agenda nazionale orientata al miglioramento del Sistema Italia. Alle discussioni hanno partecipato manager e rappresentanti del settore pubblico e privato.

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