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Economia 2 min di lettura23 set

Electrolux, l’allarme si sposta a Roma: cosa pesa sul 5 ottobre

Regione e sindacati chiedono prospettive industriali credibili, mentre Porcia resta al centro del piano con 463 esuberi e 8 milioni già messi sul tavolo per la filiera.

Il confronto con la multinazionale sarà decisivo solo se porterà indicazioni industriali concrete: è questa la richiesta arrivata da Regione e rappresentanze dei lavoratori, che vedono nel 5 ottobre un passaggio chiave per il futuro di Electrolux e dell’intera filiera del bianco.


La linea della Regione sul dossier Electrolux

Gli assessori regionali Alessia Rosolen e Sergio Emidio Bini hanno ribadito che la priorità è salvaguardare occupazione e capacità produttiva nel territorio. A loro avviso, il peso economico del comparto impone una strategia che non si limiti a gestire l’emergenza, ma guardi a una prospettiva più ampia.

Nel loro ragionamento entra anche il lavoro già avviato in Europa: Italia, Francia, Germania e Polonia hanno condiviso un documento che riconosce il carattere strategico del settore degli elettrodomestici. Secondo gli assessori, quel percorso dovrà ora tradursi in una risposta industriale vera, capace di incidere anche sul caso italiano.


Porcia e gli esuberi al centro del tavolo

L’incontro di oggi a Pordenone con i sindacati metalmeccanici, le segreterie regionali e provinciali e le Rsu dello stabilimento di Porcia di Cgil, Cisl, Uil e Usb ha ruotato soprattutto attorno al sito pordenonese. Presente anche Confindustria Alto Adriatico.

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Il piano del gruppo prevede 1.450 esuberi in Italia, 463 dei quali a Porcia. Sullo sfondo resta anche l’ipotesi, ancora sul tavolo, di una possibile cessione dei siti italiani alla società cinese Midea.


Un settore che il Friuli Venezia Giulia vuole

In Friuli Venezia Giulia, è stato ricordato, operano 1.245 aziende legate in varie forme alla catena produttiva dell’elettrodomestico, con 12.555 addetti complessivi. Per questo la Regione ha già destinato 8 milioni di euro, nell’ultima manovra di assestamento, a un nuovo strumento pensato per sostenere la filiera del bianco.

Rosolen e Bini hanno insistito sul fatto che la fase di distensione degli ultimi mesi tra azienda e sindacati debba trasformarsi in una presa di posizione netta contro il piano presentato dall’azienda. Per la Regione, il 5 ottobre dovrà quindi segnare un punto di svolta, non solo per Electrolux, ma per l’intero comparto.

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