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Economia 1 min di lettura30 set

Electrolux, il futuro di Cerreto passa dal Mimit: sciopero il 5 ottobre

I lavoratori marchigiani contestano il piano che prevede 1.450 esuberi e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi

La vertenza Electrolux arriva a un nuovo passaggio decisivo: il 5 ottobre i dipendenti dello stabilimento di Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona, si fermeranno per otto ore. La mobilitazione coinciderà con la nuova convocazione del tavolo di crisi al ministero delle Imprese e del Made in Italy, fissata alle 10 di lunedì prossimo.


Il piano mette a rischio 170 posti

A Cerreto d’Esi sono 170 gli operai esposti al rischio di esubero. La prospettiva nasce dal piano presentato dalla multinazionale svedese, che include la cessazione delle attività nel sito marchigiano.

Il progetto complessivo indica 1.450 esuberi e prevede anche la chiusura della fabbrica cerretese. Per questo la vertenza non riguarda soltanto la continuità produttiva locale, ma si inserisce nel confronto più ampio sul futuro degli stabilimenti italiani e dell’occupazione.

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A Roma il presidio dei lavoratori

Nel giorno dell’incontro al Mimit, le organizzazioni sindacali di categoria hanno programmato una manifestazione davanti alla sede del ministero. Da Cerreto d’Esi partirà un pullman con circa cinquanta dipendenti Electrolux, che raggiungeranno Roma per partecipare al presidio.

Sindacati e istituzioni coinvolte nella trattativa confermano la volontà di difendere l’intera rete produttiva italiana e tutti i posti di lavoro. La protesta di otto ore accompagnerà quindi il confronto istituzionale, mentre resta aperta la discussione sulle conseguenze del piano della multinazionale per il sito marchigiano e per gli altri stabilimenti del Paese.

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