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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Debito e prezzi, l’allarme del Fmi: la crescita è davvero al sicuro

Silvana Tenreyro avverte che nuove tensioni geopolitiche potrebbero riaccendere l’inflazione e aggravare le difficoltà nelle forniture.

Il margine di intervento dei governi e delle banche centrali si sta riducendo proprio mentre l’economia globale affronta nuovi rischi. L’indebitamento elevato limita le possibilità di sostenere l’attività con la spesa pubblica, mentre le autorità monetarie devono continuare a dare priorità alla stabilità dei prezzi.


I rischi restringono lo spazio di manovra

Secondo Silvana Tenreyro, capo economista del Fondo monetario internazionale, una nuova fiammata dei costi o delle tensioni internazionali troverebbe quindi risposte più difficili da mettere in campo. Le banche centrali, infatti, non possono trascurare il controllo dell’inflazione, anche in presenza di un rallentamento della crescita.

A pesare è anche la situazione delle finanze pubbliche. Con livelli di debito già elevati, molti governi dispongono di risorse più contenute per assorbire eventuali nuovi contraccolpi o sostenere famiglie e imprese.


Energia e forniture restano vulnerabili

Uno dei fattori che hanno sostenuto l’economia negli ultimi anni è stato il riassetto delle fonti e dei canali di approvvigionamento energetico. A questo contributo si è aggiunta la forte accelerazione degli investimenti nell’intelligenza artificiale, indicata tra gli elementi capaci di mantenere in movimento la crescita.

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La situazione, tuttavia, potrebbe diventare più fragile. Le riserve energetiche si stanno riducendo e nuove crisi geopolitiche rischiano di produrre effetti sia sui prezzi sia sulla regolarità delle forniture. «Ulteriori shock geopolitici possono ripercuotersi ancora sui prezzi e interruzioni delle forniture», ha affermato Tenreyro.


Una tenuta globale ormai sotto pressione

L’analisi è contenuta nell’introduzione alle prospettive economiche mondiali del Fondo monetario internazionale. Il documento rileva che l’economia internazionale ha superato una sequenza eccezionale di shock nell’arco degli ultimi sette anni, fino ad arrivare alla guerra in Medio Oriente.

Questa capacità di resistenza, però, non viene considerata acquisita per il futuro. «L’economia mondiale ha retto nonostante una raffica eccezionale di shock», ha scritto Tenreyro, aggiungendo che la resilienza «è sotto sforzo» e potrebbe essere sottoposta a una prova ancora più severa.

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