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Economia 2 min di lettura15 ott

Dazi e guerre, il commercio cerca una nuova rotta: appuntamento a Milano

Il 23 ottobre imprese, istituzioni italiane ed europee discuteranno rischi geopolitici, riforma doganale e competitività del made in Italy.

Dazi statunitensi, guerre, possibili interruzioni delle rotte marittime e nuove barriere agli scambi stanno modificando gli equilibri dell’economia mondiale. È in questo scenario che Milano ospiterà, il 23 ottobre, la quarta edizione del Forum del commercio internazionale, promosso da ARcom Formazione.

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Le imprese chiedono un’Europa più incisiva

L’incontro è stato presentato alla Camera dei deputati e riunirà rappresentanti delle aziende, del governo e delle istituzioni dell’Unione europea. Al centro ci saranno gli effetti delle politiche commerciali internazionali sulle imprese italiane, con particolare attenzione alla capacità del sistema produttivo di mantenere la propria presenza sui mercati esteri.

Un’indagine realizzata da Noto Sondaggi su 200 aziende esportatrici contribuirà a delineare difficoltà, priorità e possibili strategie. Secondo le prime indicazioni illustrate da Ilaria Cavo, deputata di Noi Moderati e vicepresidente della commissione Attività produttive della Camera, gli operatori chiedono «un’Europa più forte e capace di parlare con una sola voce».

La richiesta, ha spiegato Cavo, dovrebbe tradursi in regole meno rigide e in un sostegno concreto alla produzione. Anche Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva al Senato, ha richiamato la necessità di ridurre gli ostacoli burocratici, collegando il tema della competitività ambientale a dossier come l’Ets e alla vicenda dell’ex Ilva.


La dogana diventa decisiva

Tra gli argomenti più rilevanti del Forum figura il cambiamento delle regole doganali europee. La revisione inciderà sull’organizzazione delle procedure e sul modo in cui le imprese gestiscono le operazioni legate all’importazione e all’esportazione.

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Andrea Cappa, direttore generale di Confetra, ha indicato tre elementi della riforma destinati a incidere sul lavoro degli operatori: il sistema “Trust and check”, il “data hub” europeo e Euca, la nuova autorità doganale dell’Unione. Per l’Italia, dove le piccole e medie imprese hanno un peso significativo, rapidità ed efficienza alle frontiere saranno determinanti per sostenere la concorrenza internazionale.


Quattro panel per ridisegnare gli scambi

Il confronto milanese partirà dalle tensioni che attraversano il commercio globale: dai dazi introdotti o minacciati da Donald Trump ai conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, fino alla possibile chiusura dello Stretto di Hormuz e alla proliferazione di nuove restrizioni commerciali.

La discussione cercherà un punto di equilibrio tra mercati aperti, sicurezza economica e difesa della produzione europea. Sara Armella, direttrice scientifica del Forum, ha sottolineato che «il futuro del commercio internazionale non si aspetta e non si subisce: si costruisce insieme», indicando nel dialogo tra settore pubblico e privato una condizione essenziale.

La giornata sarà articolata in quattro panel tematici. Tra i partecipanti sono previsti il ministro Adolfo Urso, il commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic, che interverrà con un videomessaggio, gli eurodeputati Brando Benifei del Partito democratico e Carlo Fidanza di Fratelli d’Italia, oltre a Matthias Petschke, esponente della direzione Dogane della Commissione europea.

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