Cinema, sale quasi piene e spot in volo: +68% in otto mesi
Tra gennaio e agosto le presenze sfiorano i livelli precedenti alla pandemia, mentre la pubblicità nelle sale registra una crescita molto più rapida rispetto al 2025.
La vera sorpresa non riguarda soltanto il ritorno degli spettatori, ma anche ciò che ricordano dopo aver visto uno spot sul grande schermo. Secondo una ricerca presentata a Milano da Havas Media Network e Fcp Associnema, la pubblicità cinematografica lascia infatti una traccia molto più forte rispetto a quella televisiva.
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Lo spot al cinema resta più impresso
Il confronto è stato realizzato attraverso 581 interviste a persone uscite da una sala cinematografica e 861 rivolte a telespettatori. L’indagine ha misurato sia la capacità di ricordare una campagna sia la reazione del pubblico ai messaggi pubblicitari.
Il risultato più evidente riguarda la memoria. L’indice di ricordo degli annunci visti al cinema arriva a 275, assumendo come riferimento il valore 100 della televisione. A tre giorni dalla visione, il dato delle sale sale ulteriormente fino a 300, confermando una persistenza più elevata del messaggio.
Pubblico e raccolta tornano a crescere
Nei primi otto mesi del 2026 i cinema italiani hanno totalizzato 57 milioni di presenze. Il dato supera del 39% quello dello stesso periodo del 2025 e si avvicina alla media registrata tra il 2017 e il 2019, pari a 58,3 milioni di spettatori.
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La ripresa degli ingressi si accompagna a un’accelerazione degli investimenti. Tra gennaio e agosto la raccolta pubblicitaria nelle sale ha raggiunto 10,2 milioni, contro i 6,1 milioni dell’anno precedente: l’incremento calcolato è quindi del 68 per cento.
Il divario con l’estero rimane ampio
Nonostante il miglioramento, il mercato italiano conserva margini di sviluppo significativi. Nel 2025 gli investimenti destinati al cinema hanno superato di poco i 15,3 milioni, secondo i dati Nielsen.
Il confronto internazionale evidenzia una distanza ancora consistente: nel Regno Unito la raccolta ha raggiunto 140 milioni, mentre in Germania si è attestata intorno ai 60 milioni. La crescita italiana, dunque, si inserisce in un settore che ha ancora spazio per ampliare il proprio peso tra i mezzi pubblicitari.
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