Chimica, l’allarme dell’industria: energia e Cina sfidano l’Europa
A Milano il comparto si confronta su competitività, transizione energetica e futuro della manifattura con esponenti del governo, delle istituzioni e della ricerca.
Il confronto sul futuro dell’industria chimica passerà anche dalla tavola rotonda “Industria, salute, energia: quale Europa?”, appuntamento conclusivo dell’assemblea annuale di Federchimica. Al dibattito prenderanno parte Ilaria Capua, docente e membro senior del programma di salute globale alla Johns Hopkins University Sais Europe, Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, e Giulio Terzi di Sant’Agata, alla guida della Commissione politiche Ue del Senato.
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Un settore stretto tra costi e concorrenza
Il quadro con cui il comparto arriva all’appuntamento resta complesso. La produzione dovrebbe archiviare l’anno ancora in calo, mentre per una prima, contenuta ripresa sarà necessario attendere il 2027.
A pesare sono soprattutto le tariffe energetiche, gli oneri legati al sistema Ets e la pressione amministrativa. Anche l’aumento delle quote gratuite autorizzato dal Parlamento europeo non ha eliminato le difficoltà per la competitività delle imprese chimiche, sottoposte inoltre alla crescente forza dei concorrenti cinesi.
La chimica regge la manifattura
Le conseguenze non riguardano soltanto le aziende del settore. La chimica è infatti presente nel 95% dei prodotti manifatturieri e rappresenta una componente rilevante della base industriale da cui dipende anche il finanziamento dello stato sociale.
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In Italia il comparto vale 60 miliardi di euro di fatturato e occupa oltre 117mila professionisti altamente qualificati. Nel panorama europeo, il nostro Paese è il terzo produttore e la chimica costituisce la quinta industria nazionale.
A Milano il confronto istituzionale
L’assemblea si terrà lunedì 26 ottobre al The Mall di Milano, dove Francesco Buzzella, presidente di Federchimica, incontrerà le imprese per raccogliere le loro richieste e sostenerne le posizioni nella fase di trasformazione in corso.
I lavori saranno introdotti dai messaggi della Presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni e della Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. Sono poi previsti gli interventi di Antonio Tajani, ministro degli Esteri, e di Emanuele Orsini, presidente di Confindustria; in seguito arriveranno anche i contributi di Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del made in Italy, e di Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente.
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