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Economia 1 min di lettura3 ore fa

Case green, l’Italia rischia il deferimento: la scadenza è vicina

La Commissione europea ha inviato un parere motivato a nove Paesi, chiedendo i piani per la riqualificazione degli edifici entro due mesi.

L’Italia entra nella fase successiva della procedura europea per la mancata presentazione del piano nazionale sulle ristrutturazioni edilizie. Insieme ad altri otto Stati membri, Roma ha ricevuto un parere motivato dalla Commissione europea: ora dispone di due mesi per adeguarsi.


Bruxelles alza il livello dello scontro

Il documento riguarda gli obblighi fissati dalla direttiva sulle cosiddette case green. Il termine per consegnare i programmi nazionali era fissato al 31 dicembre 2025, ma nove capitali non hanno rispettato quella scadenza.

L’esecutivo comunitario ha invitato i Paesi interessati a trasmettere la documentazione senza ulteriori rinvii. La richiesta rappresenta un passaggio formale più avanzato rispetto al precedente richiamo nell’ambito della procedura di infrazione.

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Due mesi per evitare la Corte

A partire dalla notifica del parere motivato, i governi coinvolti hanno due mesi per fornire una risposta e presentare i rispettivi piani. Per l’Italia, dunque, si apre una finestra temporale precisa per colmare la lacuna contestata da Bruxelles.

Se le spiegazioni non saranno ritenute sufficienti o i documenti non arriveranno, la Commissione potrebbe portare il caso davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea. L’eventuale deferimento costituirebbe il prossimo passaggio dell’iter avviato per il mancato rispetto degli obblighi sulle politiche di ristrutturazione degli edifici.

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