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Economia 2 min di lettura30 set

Bufala, la filiera ora dovrà svelare ogni passaggio

Il nuovo strumento digitale incrocerà produzione, movimentazioni e dati degli allevamenti per rendere più trasparente il comparto.

«Vogliamo una filiera nella quale sia possibile sapere da dove arriva il latte, quanto se ne produce e dove viene trasformato», ha affermato Francesco Lollobrigida. Il ministro dell'Agricoltura ha indicato nella tracciabilità un requisito indispensabile per proteggere il valore delle produzioni italiane, con particolare attenzione alla Mozzarella di Bufala Campana Dop.

Chi impiega latte o derivati di provenienza estera dovrà registrarlo, così da rendere identificabili anche i quantitativi destinati alla trasformazione. Il nuovo sistema manterrà inoltre separati i percorsi del latte utilizzato per la Mozzarella di Bufala Campana Dop da quelli riservati ad altri prodotti, verificando il rispetto delle condizioni stabilite dal disciplinare.


Più trasparenza lungo la filiera

La misura punta a offrire una ricostruzione completa dei passaggi compiuti dal latte di bufala e dai suoi derivati. Allevatori, trasformatori e operatori saranno così inseriti in un quadro informativo capace di evidenziare origini, volumi e destinazioni del prodotto.

Secondo Lollobrigida, il provvedimento «tutela gli allevatori, valorizza chi lavora correttamente e garantisce maggiore trasparenza a tutta la filiera». Il ministro ha anche sottolineato che il Registro rafforza gli strumenti disponibili per il comparto bufalino e per la verifica delle attività svolte.


Controlli basati su dati incrociati

Il Registro unico delle movimentazioni del latte di bufala e dei suoi derivati sarà collegato al Sistema informativo agricolo nazionale (Sian). La piattaforma raccoglierà le informazioni sui trasferimenti e le metterà in relazione, permettendo di seguire il prodotto nelle diverse fasi della filiera.

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È previsto anche il collegamento con la Banca dati nazionale dell'anagrafe zootecnica. In questo modo sarà possibile confrontare la consistenza degli allevamenti con i dati dichiarati sulla produzione e individuare eventuali incoerenze attraverso controlli più mirati.


Il decreto diventa operativo

L'avvio del Registro è stato formalizzato con la firma del decreto attuativo previsto dalla legge n. 75 del 2026. L'atto introduce quindi il sistema destinato a raccogliere e organizzare i dati sulle movimentazioni del latte bufalino e dei prodotti ottenuti.

La disponibilità di informazioni sui quantitativi prodotti e movimentati dovrebbe rendere più agevole la verifica dei flussi. Per la filiera della Dop, la distinzione tra i diversi impieghi servirà inoltre a documentare che il latte utilizzato possieda i requisiti richiesti.

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