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Economia 2 min di lettura6 giorni fa

Bonus dimenticati: sette occasioni per tagliare le spese di casa

Molte famiglie rinunciano a misure che valgono anche centinaia di euro l’anno: l’aggiornamento dell’Isee e qualche adempimento in più possono sbloccare detrazioni e sconti poco sfruttati.

I rimborsi e gli sconti meno noti spesso restano fuori dal radar, anche quando pesano parecchio sui bilanci domestici. In diversi casi, infatti, basta perdere una scadenza o non rinnovare l’Isee per lasciarsi sfuggire benefici che possono alleggerire il conto finale di centinaia di euro, se non di più.


Occhio all’Isee e alle scadenze

Il primo ostacolo, per molte famiglie, non è l’assenza del requisito ma la mancanza di informazione. La domanda di agevolazioni resta infatti sotto il 30% tra chi ne avrebbe diritto, complice una comunicazione discontinua e pratiche considerate complicate. A incidere, molto spesso, è anche il mancato aggiornamento dell’indicatore economico del nucleo familiare.

La tempestività nel rinnovo dell’Isee è quindi decisiva per diverse misure collegate alla condizione reddituale. Senza quell’attestazione aggiornata, molti bonus rischiano di rimanere inutilizzabili anche se sulla carta spettano.


Le agevolazioni più ignorate

Tra gli aiuti meno sfruttati c’è quello legato agli animali domestici. Secondo i dati Istat, il 37,7% delle famiglie italiane, oltre 10 milioni di nuclei, convive con un animale in casa: per loro è prevista una detrazione fiscale del 19% sulle spese veterinarie, applicata sulla parte che supera 129,11 euro e fino a un massimo di circa 550 euro di spesa. Per ottenerla servono fatture e pagamenti tracciabili, da inserire poi nella dichiarazione dei redditi.

Un altro sconto poco richiesto è quello sulla Tari. Possono accedervi i nuclei con Isee fino a 9.530 euro, soglia che sale a 20mila euro se ci sono almeno quattro figli a carico. In alcuni Comuni la riduzione scatta in automatico dopo la Dsu, mentre in altri serve un passaggio in più presso l’Ufficio Tributi.

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Casa, affitto e spese quotidiane

C’è poi il beneficio destinato agli under 31 che lasciano la famiglia d’origine e prendono casa in affitto. Se il reddito complessivo non supera 15.458,12 euro, la detrazione può arrivare a 2mila euro l’anno per i primi quattro anni di locazione. Non serve una domanda separata, ma nella dichiarazione dei redditi vanno indicati canoni versati e contratto registrato.

Fra i sostegni meno noti rientra anche il voucher da 50 euro per occhiali da vista o lenti correttive. Non si tratta di una cifra enorme, ma può essere utile per una spesa che molte famiglie affrontano con regolarità.


Il bonus che taglia la bolletta dell’acqua

C’è infine il credito d’imposta per l’acqua potabile, pensato anche per limitare il ricorso alla plastica. Copre il 50% delle spese sostenute per impianti domestici collegati all’acqua del rubinetto, come sistemi di filtrazione, mineralizzazione o raffreddamento.

Per i privati il tetto di spesa ammesso è di mille euro, con un vantaggio massimo pari a 500 euro. L’operazione va segnalata all’Agenzia delle Entrate entro il 28 febbraio dell’anno successivo, altrimenti il beneficio non può essere riconosciuto.

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