Bond sotto pressione, ma Ramenghi vede ancora spiragli: dove guardare
Secondo il responsabile investimenti di Ubs Wealth Management Italia, la volatilità resterà elevata e impone più diversificazione tra obbligazioni e azioni.
La fase turbolenta sui mercati non sembra vicina alla conclusione. Matteo Ramenghi, responsabile degli investimenti di Ubs Wealth Management in Italia, individua il principale fronte di rischio nei bond sovrani, pur segnalando che proprio lì possono emergere opportunità per chi è disposto a sopportare oscillazioni rilevanti.
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Il rischio principale arriva dai bond
L’allargamento degli spread si accompagna alla discesa dei listini azionari, alimentando il timore di una nuova combinazione di fattori negativi. Per Ramenghi, tuttavia, la tensione più significativa riguarda il comparto obbligazionario, dove agiscono diversi elementi contemporaneamente.
La volatilità, secondo l’analista, è destinata a rimanere una caratteristica del quadro finanziario. Questo non esclude la possibilità di trovare occasioni nei titoli di Stato, ma rende necessario un approccio adatto a chi riesce a gestire le perdite temporanee e le variazioni dei prezzi.
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Borsa concentrata, serve prudenza
Anche l’azionario richiede attenzione. Le valutazioni, osserva Ramenghi, sono più favorevoli rispetto a un anno fa, ma la concentrazione del mercato ha raggiunto livelli mai registrati: un elemento che può aumentare la vulnerabilità davanti a eventi inattesi, i cosiddetti “cigni neri”.
In questo contesto, la diversificazione diventa centrale. Tra i comparti indicati figurano le utilities, il farmaceutico e il settore finanziario, da affiancare a un’analisi accurata del rischio e a una selezione meno dipendente dai titoli maggiormente affollati.
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