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Economia 2 min di lettura25 min fa

Piazza Affari sotto pressione: Milano perde l’1,4%, pesano i tecnologici

Vendite diffuse sui mercati europei dopo l’avvio debole di Wall Street, mentre energia e tensioni geopolitiche fanno risalire petrolio e gas

A Piazza Affari la giornata è segnata da forti vendite su Prysmian (-5,4%), Technoprobe (-4,3%) e Saipem (-4,1%). In rosso anche Stm (-3%), mentre il comparto bancario arretra con Unicredit (-2,8%), Intesa (-2,4%), Banco Bpm (-2,2%), Mps (-2%) e Bper (-1,3%). In controtendenza Inwit (+2,4%), Moncler (+1,9%) dopo la pubblicazione dei conti, Avio (+1,6%) e Cucinelli (+1,4%).

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A Milano prevalgono le vendite

Il listino milanese risulta il peggiore tra i principali mercati del continente, con una flessione dell’1,4%. Madrid lascia sul terreno l’1,3%, Parigi lo 0,9% e Francoforte lo 0,3%; Londra, invece, resta pressoché stabile a +0,01%.

A pesare maggiormente è il comparto tecnologico, in discesa del 2%, anche sulla scia delle prime indicazioni arrivate dalle società del settore con i risultati trimestrali. Le utility limitano i danni con un progresso dello 0,1%, mentre il comparto energetico sale dello 0,6% grazie alla nuova accelerazione delle quotazioni petrolifere.


Spread e rendimenti in movimento

Sul mercato obbligazionario l’andamento è disomogeneo. Il differenziale tra i titoli decennali italiani e quelli tedeschi si colloca a 123 punti, con il rendimento del Btp al 4,58% e quello del Bund al 3,34%.

La diversa direzione dei listini riflette un quadro ancora incerto per gli investitori. Le preoccupazioni riguardano anche la sostenibilità delle risorse destinate allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, tema che ha contribuito a indebolire il settore tecnologico.

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Energia e inflazione spaventano i mercati

Le tensioni in Medio Oriente e le incognite legate allo stretto di Hormuz sostengono le materie prime energetiche. Il gas guadagna il 3,5%, portandosi a 90,55 euro per megawattora.

Il Wti avanza del 2,3% fino a 99,46 dollari al barile, mentre il Brent raggiunge quota 112,12 dollari con un aumento del 3%. Il rincaro dell’energia riaccende i timori di una nuova pressione sull’inflazione e di possibili risposte da parte delle banche centrali.

Nel complesso, l’indice Stoxx 600 cede lo 0,6%. Il ribasso si è accentuato dopo l’apertura negativa di Wall Street e la diffusione dei dati sul mercato del lavoro statunitense, in una fase già appesantita dalle aspettative sugli investimenti nell’intelligenza artificiale.

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