Campania, i blocchi resistono: pm al lavoro sulle infiltrazioni
Nel resto del Mezzogiorno la circolazione riparte, mentre in Campania restano presidi e carenze di carburante che coinvolgono il 95% dei distributori.
La protesta degli autotrasportatori arretra in gran parte del Sud, ma non in Campania, dove diversi presidi continuano a rallentare la movimentazione di mezzi e merci. A Napoli e nelle altre province il 95% dei distributori è ormai a secco, mentre anche i pescatori hanno aderito alla mobilitazione.
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Il Sud torna lentamente alla normalità
In Sicilia, Calabria e Puglia la circolazione sta riprendendo dopo la decisione di molti camionisti di interrompere i blocchi. La riapertura procede però con gradualità e le difficoltà nella distribuzione non sono ancora superate.
Un presidio è stato sciolto in serata anche lungo il tratto compreso tra Venafro e Sesto Campano, in Molise. La rimozione del blocco si aggiunge a quelle già avvenute in altri territori meridionali, dove la protesta aveva inciso sul transito delle merci.
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In Campania la protesta non arretra
La situazione resta più tesa in Campania. Qui permangono interruzioni rilevanti e alcuni gruppi di autotrasportatori mantengono i presidi anche nelle aree in cui una parte dei manifestanti ha scelto di fermare la mobilitazione.
Alla crisi dei rifornimenti si somma il coinvolgimento dei pescatori, che hanno aggiunto la propria protesta a quella degli autisti. Intanto l'attenzione della magistratura si concentra anche sulle possibili infiltrazioni mafiose nella mobilitazione: i pubblici ministeri hanno avviato gli accertamenti sul fenomeno.
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