Giovani e lavoro, la richiesta di Confindustria: 208 milioni dal 2027
L’associazione propone di rafforzare i percorsi tecnici e di avvicinare le imprese agli studenti già nella scuola media.
«La parola d'ordine è “presto”», ha avvertito Riccardo Di Stefano, vicepresidente di Confindustria per education e open innovation, intervenendo al secondo Education & Open Innovation Forum 2026 dell’associazione a Taormina. Il messaggio riguarda la necessità di intervenire prima che vengano meno le risorse oggi legate al Pnrr.
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Imprese più vicine agli studenti
Tra le proposte figura “OrientaPRESTO!”, un programma pensato per portare il mondo produttivo nelle scuole medie. L’obiettivo è aiutare ragazze e ragazzi a conoscere con maggiore anticipo le possibilità formative e professionali disponibili.
Confindustria suggerisce di riconoscere il tutoraggio svolto dalle aziende come attività Esg e di valorizzarlo nei bandi pubblici. In questo modo, il coinvolgimento delle imprese nell’orientamento diventerebbe un impegno formalizzato e sostenuto anche attraverso i meccanismi di gara.
Il nodo delle competenze resta aperto
Secondo l’associazione, molti studenti arrivano alla scelta della scuola superiore senza informazioni sufficienti, mentre numerose aziende non riescono a reperire i profili di cui hanno bisogno. Il disallineamento tra preparazione e domanda professionale interessa circa una assunzione su due.
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La conclusione del Pnrr, inoltre, potrebbe indebolire il percorso costruito negli ultimi anni a sostegno della formazione, dell’occupazione e dell’innovazione. Per Confindustria, senza nuove decisioni il sistema rischia di perdere continuità proprio nella fase in cui servirebbe consolidarlo.
La continuità passa dalla manovra
La seconda linea d’intervento si chiama “DecidiPRESTO!” e prevede 208 milioni di euro aggiuntivi ogni anno a partire dal 2027. Le risorse dovrebbero garantire stabilità agli Its Academy, alla filiera 4+2, ai dottorati industriali e alle collaborazioni tra Its e Università.
L’associazione chiede che lo stanziamento venga inserito nella Legge di Bilancio. La mancata approvazione di una misura in tempi utili, sostiene Confindustria, farebbe venir meno dal 2027 l’impulso che ha sostenuto queste iniziative formative.
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