Over 50, il lavoro agile vale 180 euro: cosa chiede chi lavora
La ricerca Bocconi presentata al ceo meeting di Elis fotografa aspettative, motivazioni e bisogni dei lavoratori tra 50 e 64 anni, mentre Teodoro Lio assume la presidenza
Per gli over 50 la flessibilità non è un elemento accessorio, ma uno dei fattori più importanti nella scelta delle condizioni di lavoro. Secondo una ricerca realizzata dall’Università Bocconi, una giornata di lavoro agile viene valutata dagli intervistati quanto 180 euro mensili di aumento retributivo. Il dato è emerso durante il ceo meeting organizzato a Roma da Elis, riunione che ha segnato anche il passaggio della guida del consorzio a Teodoro Lio, amministratore delegato di Accenture Italia.
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La flessibilità pesa più dello stipendio
Lo studio, inserito nel progetto “GenerAzione Talento”, ha preso in esame la fascia compresa tra 50 e 64 anni. Questa categoria conta 9,6 milioni di persone ed è, secondo i dati Istat, la componente più numerosa della popolazione lavorativa. L’analisi ha incrociato le informazioni amministrative relative a 206.000 dipendenti di 27 aziende con le risposte fornite da 9.511 lavoratori.
Il quadro restituisce una percezione positiva dell’età professionale: l’80,7% degli intervistati afferma di sentirsi mediamente più giovane di 11,2 anni, mentre una persona su due considera ancora aperta una fase intermedia della propria carriera. Il coinvolgimento nel lavoro raggiunge 4,68 punti su 5, ma il riconoscimento e il sostegno ricevuti risultano più deboli, con una valutazione di 3,16. Tra le richieste principali figurano la possibilità di gestire con maggiore libertà gli orari e la scelta del luogo in cui lavorare.
Elis cambia guida e guarda ai giovani
Durante l’incontro Silvia Maria Rovere, presidente uscente e presidente di Poste Italiane, ha trasferito l’incarico a Lio. Il consorzio riunisce imprese, istituzioni, enti e università e opera su orientamento, formazione e innovazione, con l’obiettivo di sostenere persone, organizzazioni e territori.
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Nel suo intervento, il nuovo presidente ha indicato la prossima priorità: dopo il lavoro dedicato agli over 50, Elis concentrerà l’attenzione sui giovani e sull’intelligenza artificiale attraverso il progetto “TrAIettoria”. Lio ha spiegato che la tecnologia sta modificando sia le competenze richieste dalle aziende sia i processi con cui le nuove generazioni apprendono e costruiscono la propria esperienza. A suo giudizio, non serviranno meno giovani, ma profili più preparati, autonomi e capaci di valutare criticamente gli strumenti digitali.
Dalla ricerca alle proposte per il lavoro
Il percorso dedicato agli over 50 ha incluso anche una sperimentazione rivolta agli ultracinquantacinquenni delle imprese aderenti. Gli incontri hanno affrontato motivazione, nuove tecnologie, benessere psicofisico e previdenza, temi confluiti in un tavolo di confronto tra Inps e aziende.
Il gruppo di lavoro dovrà elaborare proposte da sottoporre al legislatore. Rovere ha sottolineato il valore della formazione continua, dello scambio tra generazioni e del dialogo tra imprese e istituzioni per valorizzare l’esperienza dei lavoratori senior. Pietro Cum, amministratore delegato di Elis, ha invece definito ricerca, sperimentazioni aziendali e confronto istituzionale strumenti per trasformare l’invecchiamento della popolazione in un’opportunità di sviluppo.
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