Imprese, il Sud spinge la crescita: oltre 18mila in più nel trimestre
Il bilancio tra luglio e settembre resta positivo in tutte le aree del Paese, con società di capitali e Mezzogiorno tra i principali protagonisti.
Il sistema imprenditoriale italiano chiude il terzo trimestre con un saldo positivo superiore alle 18 mila unità. L’incremento coinvolge tutte le macro-aree e vede una particolare vivacità delle società di capitali, secondo i dati diffusi da Unioncamere.
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Lombardia prima per numero di imprese
A guidare la graduatoria regionale in termini assoluti è la Lombardia, che tra luglio e settembre ha registrato 3.852 imprese in più. Seguono il Lazio, con un saldo positivo di 3.035 unità, e la Campania, cresciuta di 2.632 imprese.
Se si considera invece la variazione percentuale, il risultato più alto appartiene alla Valle d’Aosta, salita dello 0,55%. Il Lazio raggiunge lo 0,51%, mentre la Campania si attesta allo 0,46%.
Anche tra le province emergono risultati differenti. Roma segna il maggiore aumento numerico, con 2.521 imprese aggiuntive, davanti a Milano (+1.981) e Napoli (+1.448). Benevento guida invece la classifica per tasso di crescita, con lo 0,60%, seguita da Roma allo 0,57% e da Aosta allo 0,55%.
Il Mezzogiorno corre più del Nord
Il Mezzogiorno presenta il saldo più ampio tra le quattro grandi ripartizioni territoriali: 6.521 imprese in più, pari a un incremento dello 0,33%. Il Centro mostra la percentuale più elevata, lo 0,34%, corrispondente a 4.114 unità aggiuntive.
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Il Nord-Ovest cresce dello 0,33% e porta a casa un saldo di 4.979 imprese. Più contenuto il dato del Nord-Est, che aumenta di 2.789 unità, con una variazione dello 0,25%; il risultato risulta comunque migliore rispetto allo stesso periodo del 2025.
Artigiani in attivo ma con ritmo ridotto
Nel settore artigiano il trimestre si conclude con 1.401 imprese in più. Il tasso di crescita, tuttavia, rallenta allo 0,11%, contro lo 0,15% segnato nel terzo trimestre del 2025. Alla fine di settembre il numero delle imprese artigiane registrate ammontava a 1.225.910.
A sostenere il comparto sono soprattutto le ditte individuali, aumentate di 1.843 unità, e le società di capitali, cresciute di 480. In direzione opposta le società di persone, che hanno perso 906 imprese nel periodo considerato.
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