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Economia 2 min di lettura43 min fa

Imprese, la spinta delle società di capitali porta il saldo a +18.403

Nel periodo luglio-settembre 2026 la crescita accelera rispetto all’anno precedente, con costruzioni, ristorazione e attività professionali in prima fila.

Sono soprattutto le società di capitali a spiegare l’aumento delle imprese italiane nel trimestre estivo: tra luglio e settembre 2026 ne sono state registrate 14.529 in più, pari a una variazione dello 0,73%. Da sole rappresentano il 79% dell’incremento complessivo rilevato dal Registro delle imprese.

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La crescita si concentra in tre settori

In termini numerici, il contributo più consistente arriva dalle costruzioni, che guadagnano 3.435 attività. Seguono alloggio e ristorazione, con 3.389 imprese aggiuntive, e le attività professionali, scientifiche e tecniche, aumentate di 2.863 unità.

Questi tre comparti totalizzano 9.687 nuove imprese, cioè più della metà del saldo trimestrale. Nel complesso, 18 dei 19 principali settori economici hanno chiuso il periodo con un risultato positivo.


Il Registro supera quota 5,8 milioni

Il bilancio generale tra luglio e settembre è positivo per 18.403 imprese, con una crescita dello 0,32%. Si tratta del risultato più elevato dal 2021 e di un miglioramento rispetto alle 16.920 unità messe a segno nel terzo trimestre del 2025.

La variazione è dovuta a 62.788 iscrizioni, aumentate del 2,5%, mentre le cessazioni, escluse quelle disposte d’ufficio, sono state 44.385 e hanno mantenuto un livello sostanzialmente stabile. Alla fine di settembre lo stock complessivo ha raggiunto 5.828.620 imprese, secondo l’analisi trimestrale Movimprese realizzata da Unioncamere e InfoCamere.


Ditte individuali in aumento, società di persone in

Anche le ditte individuali hanno contribuito al risultato, con 5.030 unità in più e una variazione dello 0,18%. Il dato supera il tasso dello 0,12% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente.

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In controtendenza si muovono invece le società di persone, diminuite di 1.342 unità. Il loro arretramento è pari allo 0,17%, una percentuale identica a quella osservata nel terzo trimestre del 2025.


Energia e finanza guidano i tassi

Le variazioni più intense riguardano comparti meno numerosi. Energia elettrica e gas segnano un aumento del 2,33%, corrispondente a 364 imprese aggiuntive, mentre le attività finanziarie e assicurative crescono dell’1,49%, con 2.281 unità in più.

Seguono le attività editoriali e radiotelevisive, salite dell’1,17%, e quelle professionali, scientifiche e tecniche, cresciute dell’1,11%. Altri tre comparti superano la soglia dello 0,9%: sanità e assistenza sociale (+0,97%), attività artistiche e sportive (+0,94%) e telecomunicazioni e informatica (+0,93%).


L’eccezione resta l’industria estrattiva

Commercio, agricoltura e manifattura hanno chiuso il trimestre con incrementi rispettivamente di 1.486, 798 e 123 imprese, dopo una sostanziale stabilità nello stesso arco temporale del 2025.

L’unico settore con il segno meno è quello delle attività estrattive: il comparto ha perso 17 imprese, pari a una flessione dello 0,52%, su una base complessiva di 3.227 unità.

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