Petrolio oltre 112 dollari, le Borse tremano: Milano perde l’1,67%
L’energia torna a pesare sui mercati mentre i titoli tecnologici arretrano e lo spread tra Btp e Bund sale a 124 punti.
La nuova fiammata delle materie prime mette sotto pressione i mercati europei, già appesantiti dalle vendite sul comparto tecnologico. A Milano il Ftse Mib è tra gli indici più penalizzati, mentre anche il differenziale tra titoli di Stato italiani e tedeschi torna a livelli che non si vedevano da aprile 2025.
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Lo spread torna sotto pressione
Il rendimento del decennale italiano è salito al 4,63%, accompagnato da un allargamento dello spread Btp-Bund fino a 124 punti. Sul fronte tedesco, invece, il decennale è sceso al 3,39%.
Anche il debito francese resta osservato speciale: il rendimento dell’Oat a dieci anni si mantiene sopra il 5%, con un incremento di 5 punti base. Nel mercato valutario l’euro è rimasto sostanzialmente stabile sul dollaro, passando di mano a 1,1227.
Tecnologia e petrolio frenano Milano
L’indice Stoxx 600 cede l’1%, mentre il Ftse Mib lascia sul terreno l’1,67%. Le vendite colpiscono soprattutto Technoprobe, in calo del 4,3%, Prysmian, che perde il 4,2%, e Stm, in ribasso del 3,4%.
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A pesare sul comparto tecnologico è anche la prudenza degli investitori sui ritorni dei forti capitali destinati all’intelligenza artificiale. In controtendenza Moncler, salita dell’1,84% dopo la pubblicazione dei risultati.
Energia, nuovi rincari in Europa
Il Brent ha guadagnato il 3,1%, superando quota 112 dollari al barile. Il Wti è aumentato del 2,9%, arrivando a 99,9 dollari, mentre il gas si mantiene oltre gli 89 euro per megawattora, sui valori più elevati dal dicembre 2022.
Il ribasso coinvolge anche le altre principali piazze del continente: Parigi arretra dell’1,14%, Francoforte dell’1%, Madrid dell’1,47% e Londra dello 0,7%. La combinazione tra rincaro dell’energia e correzione dei titoli tecnologici mantiene così gli operatori in una posizione cauta.
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