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Economia 3 min di lettura4 ore fa

Borse, tech e petrolio: la nuova ondata di vendite scuote i mercati

I risultati di Tesla riaccendono i dubbi sul settore tecnologico, mentre il Brent supera quota 111 dollari e la crisi internazionale alimenta la pressione sui mercati europei.

La seduta europea torna a tingersi di rosso dopo il recupero della vigilia. A pesare sono soprattutto la reazione negativa del mercato ai risultati di Tesla e il nuovo balzo del petrolio, mentre gli investitori guardano con apprensione anche all’evoluzione della crisi in Medio Oriente e alla situazione del debito francese.

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Il greggio torna protagonista

Il Brent è risalito oltre 111 dollari al barile e il Wti viene scambiato appena sotto quota 100. La nuova fiammata arriva in una fase di forte incertezza geopolitica: indiscrezioni riferiscono che l’esercito statunitense starebbe valutando diverse opzioni per colpire l’Iran.

Il presidente Donald Trump ha tuttavia dichiarato che Washington non attaccherà Teheran prima delle elezioni di metà mandato, fissate al prossimo 3 novembre. Secondo le ricostruzioni dei media, due gruppi d’attacco con portaerei sarebbero già in Medio Oriente, mentre un terzo sarebbe diretto verso l’area dal Pacifico.

Resta elevato anche il costo del gas naturale. Il contratto di riferimento ad Amsterdam, il Ttf, è salito oltre 88 euro per megawattora, mantenendosi vicino ai livelli più alti dal 2022. Sul fronte valutario, l’euro si attesta a 1,124 dollari, contro gli 1,1232 della chiusura precedente; lo yen guadagna terreno, a 176,6 sulla moneta unica e a 157,1 sul dollaro.


Tesla riapre il caso tecnologico

La pubblicazione dei conti delle prime grandi società tecnologiche americane ha avuto effetti differenti. Meta ha ricevuto una risposta positiva grazie all’aumento degli investimenti e al rafforzamento delle previsioni legate all’intelligenza artificiale, mentre Tesla ha subito vendite pesanti: nelle contrattazioni successive alla chiusura il titolo è arrivato a perdere oltre il 4%.

David Pascucci di Xtb ha collegato la debolezza dei numeri di Tesla alle attese riposte in nuovi progetti e nella possibile fusione con SpaceX. L’analista ha inoltre evidenziato la distanza tra la valutazione del gruppo e i suoi fondamentali, ricordando che il rapporto prezzo/utili resta sopra 300.

Per gli altri grandi nomi del settore bisognerà attendere la prossima settimana. Nel frattempo la stagione dei risultati prosegue con i conti, tra gli altri, di Procter & Gamble, Lockheed Martin, Spotify, Comcast e Barclays.

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Piazza Affari perde quota

A Milano il FTSE MIB si muove in ribasso, al pari del CAC 40 di Parigi e del DAX 40 di Francoforte. A Piazza Affari tornano le vendite sui titoli tecnologici, con Technoprobe, Prysmian e Stmicroelectronics tra i gruppi più penalizzati dopo i guadagni della seduta precedente.

Debole anche Stellantis, nonostante a settembre le immatricolazioni europee del gruppo siano cresciute del 4,5%. Nello stesso periodo il mercato continentale ha però segnato un incremento del 10%, mettendo in evidenza una dinamica meno favorevole per il costruttore.

Sotto pressione anche banche e società petrolifere, compresa Eni, nonostante il rincaro del greggio. Sui gruppi energetici pesa inoltre il possibile intervento sull’Irap nella prossima manovra, ipotesi che potrebbe modificare il quadro fiscale del comparto.

In controtendenza si muovono Telecom Italia e Moncler. Quest’ultima beneficia di risultati in crescita e dell’andamento positivo delle vendite nei mercati asiatici.


Francia osservata speciale

La tensione resta alta anche sul mercato obbligazionario. Il rendimento del titolo decennale francese è ancora vicino al 5%, livello che non si vedeva dal 2002, mentre lo spread tra Oat e Bund ha superato 165 punti.

A condizionare gli investitori sono le preoccupazioni per il bilancio di Parigi e il rischio di nuove proteste, un tema che sta interessando diversi Paesi europei. Il deterioramento del quadro internazionale e l’aumento dei costi energetici aggiungono così pressione a una seduta già appesantita dai dubbi sul comparto tecnologico.

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