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Economia 2 min di lettura2 ore fa

Bond in recupero, ma il petrolio supera i 100: Milano limita il calo

I rendimenti dei titoli di Stato arretrano dopo i picchi iniziali, mentre il Brent accelera e i mercati azionari europei restano sotto pressione

Il petrolio tornato oltre quota 100 dollari riaccende la cautela sui mercati, ma il raffreddamento dei rendimenti obbligazionari consente alle Borse europee di contenere le perdite. Milano arretra dello 0,6%, in una seduta ancora condizionata dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

Londra lascia sul terreno l’1,1%, Parigi lo 0,7%, mentre Francoforte limita la flessione allo 0,2%. Negli Stati Uniti, invece, i contratti a termine sugli indici indicano un avvio positivo, sostenuto dai risultati migliori delle attese di Micron e dalla tenuta della domanda di componenti collegati all’intelligenza artificiale.


I rendimenti rientrano dai picchi

Dopo una mattinata caratterizzata da nuovi massimi, i rendimenti dei titoli di Stato hanno invertito la rotta. Il Btp decennale è sceso di tre punti base al 4,58%, dopo essere arrivato a guadagnare quasi dieci punti, mentre il differenziale con il Bund tedesco si è ridotto leggermente, portandosi a 105 punti.

Anche negli altri principali mercati obbligazionari si osserva un parziale rientro. Il rendimento del Treasury decennale statunitense è arretrato al 5,28%, dopo avere toccato il livello più alto dal 2002; quello dei Gilt britannici è sceso dai massimi dal 1998, raggiunti oltre la soglia del 6%.


Il greggio resta il principale rischio

Il movimento dei bond si è verificato nonostante la nuova accelerazione del greggio. Il Brent ha guadagnato il 2,5%, salendo a 100,57 dollari al barile, mentre il Wti è aumentato dell’1,9% a 92,2 dollari.

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L’andamento del petrolio riflette l’incertezza sulle prossime evoluzioni della crisi mediorientale e continua a rappresentare un fattore di pressione per i mercati. La volatilità resta quindi elevata sia sulle obbligazioni sia sulle azioni.


Banche sotto pressione a Milano

A Piazza Affari le vendite hanno colpito soprattutto Poste, in calo del 2,5%, e il comparto bancario. Bpm ha perso il 2,1%, Mediobanca il 2%, Bper l’1,7% e Mediolanum l’1,6%.

Alcuni titoli hanno però viaggiato in controtendenza. Fincantieri è salita del 3,9%, Prysmian dell’1,8% e Campari dell’1,8%, offrendo un parziale contrappeso alla debolezza del listino milanese.

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