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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Banche e petrolio spingono Milano, ma l’Europa resta divisa

Piazza Affari resiste mentre l’euro scivola sotto 1,12 dollari e i rendimenti dei titoli di Stato periferici tornano a salire

A Piazza Affari il comparto bancario offre sostegno all’indice, nonostante una seduta europea senza una direzione comune. Bper sale del 2,5%, Santander del 2,4% e Intesa dell’1,15%; quest’ultima ha aumentato di 25 centesimi l’Opas su Mps, che guadagna l’1%. Più contenuti i rialzi di Unicredit (+0,65%), Banco Bpm (+0,55%) e Commerzbank (+0,45%).

In controtendenza Mediobanca, che lascia sul terreno il 4,38%, davanti a SocGen (-1,72%) e Credit Agricole (-0,77%). Il listino milanese chiude provvisoriamente in progresso dello 0,15%, mentre Madrid avanza dello 0,6%, Londra dello 0,33% e Francoforte dello 0,1%.


Materie prime, segnali divergenti

Sul mercato energetico prevalgono movimenti contrastati. Il Wti arretra dello 0,61% a 90,55 dollari al barile, mentre il Brent guadagna lo 0,55% e raggiunge quota 102,8 dollari. Il gas scende dello 0,75%, a 74,2 euro per megawattora, e l’oro resta quasi invariato (-0,05% a 4.160,1 dollari l’oncia).

La debolezza del greggio statunitense non impedisce ai principali titoli petroliferi di mantenersi positivi. Repsol cresce dell’1,3%, Shell dell’1,25%, TotalEnergies dell’1,2%, Eni dello 0,55% e Bp dello 0,35%, sebbene i guadagni si siano ridotti nel corso della giornata.


Lusso e semiconduttori sotto pressione

Tra i produttori di semiconduttori prevalgono le vendite: Aixtron perde l’1,6%, Infineon l’1,1% e Asm lo 0,65%. Stm prova invece a recuperare terreno con un rialzo dello 0,2%.

Il comparto del lusso mostra un andamento altrettanto selettivo. Hermes cede il 2,23%, Kering l’1,3% e Pandora l’1,2%; Cucinelli, in rialzo dell’1,2%, e Moncler, a +0,6%, si muovono invece in senso opposto.

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Euro debole e debito osservato

La moneta unica scende sotto 1,12 dollari, raggiungendo il livello più basso dal maggio del 2025. I contratti a termine sugli indici di Wall Street indicano inoltre un avvio negativo per i mercati statunitensi.

Sul fronte obbligazionario lo spread tra Btp e Bund decennali si restringe a 116,5 punti base, ma i rendimenti dei titoli dei Paesi più esposti sul debito aumentano. Il Btp decennale sale di 1,8 punti al 4,62%, l’Oat francese di 0,7 punti al 4,87% e il Bono spagnolo di 2,3 punti al 4,1%; il Bund tedesco diminuisce invece di 0,5 punti, al 3,45%.


Indici economici in calendario

Gli indici Pmi di Germania, Francia, Spagna e dell’Eurozona migliorano a settembre. Per l’Italia, al contrario, il dato risulta in calo; nel pomeriggio sono attesi anche il dato statunitense e gli indici Ism.

Parigi è l’unico tra i principali listini europei a muoversi nettamente in negativo, con una flessione dello 0,77%. Il quadro complessivo resta quindi frammentato: agli acquisti su alcune banche e sui petroliferi si contrappongono la debolezza del lusso, dei semiconduttori e la pressione sui mercati obbligazionari periferici.

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