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Economia 1 min di lettura56 min fa

Dati sanitari, multa record da 7 milioni: il caso Iqvia

Il Garante privacy ha sanzionato Iqvia Solutions Italy per l’uso di informazioni riferibili a circa un milione di pazienti, ritenute non adeguatamente anonime.

La contestazione riguarda un patrimonio di dati sanitari collegato a circa un milione di pazienti e destinato a essere impiegato nell’ambito di studi clinici. Per il Garante privacy, le misure adottate non hanno garantito un livello sufficiente di anonimizzazione, portando a una sanzione di 7 milioni di euro nei confronti di Iqvia Solutions Italy.


La privacy dei pazienti sotto esame

L’autorità ha considerato non abbastanza efficace il processo con cui le informazioni sanitarie erano state rese anonime. Il caso si concentra quindi sulla possibilità di collegare, almeno potenzialmente, quei dati alle persone interessate.

La cifra stabilita dal Garante rappresenta una sanzione di entità eccezionale per la gestione di informazioni così delicate. Al centro dell’istruttoria c’è l’utilizzo del materiale per finalità connesse alla ricerca clinica, senza che il dataset risultasse sufficientemente protetto secondo la valutazione dell’autorità.

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La replica della società

Iqvia Solutions Italy ha dichiarato di collaborare con il Garante e di stare valutando la possibilità di presentare ricorso contro il provvedimento. La società, inoltre, ha preso le distanze dall’interpretazione secondo cui il dataset sarebbe impiegato direttamente nei propri servizi di ricerca.

In particolare, Iqvia chiarisce che il patrimonio informativo «non viene utilizzato nello svolgimento dei servizi di ricerca clinica». La posizione dell’azienda si contrappone dunque alla ricostruzione alla base della sanzione, che ha attribuito rilievo al trattamento dei dati sanitari riferibili a un numero molto elevato di pazienti.

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