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Economia 1 min di lettura30 set

Asia, i mercati scommettono sui prossimi dati: Tokyo vola

Le piazze asiatiche terminano prevalentemente positive, mentre valute e investitori seguono inflazione, Pil statunitense e sviluppi sullo stretto di Hormuz.

La seduta si chiude con un bilancio complessivamente favorevole per i mercati asiatici, sostenuti anche dall'attesa di progressi diplomatici sul conflitto in Medio Oriente e di una possibile riapertura dello stretto di Hormuz. Tokyo si distingue con un rialzo vicino al 2%, mentre Seul si muove in controtendenza.


Tokyo guida i rialzi regionali

L'indice della Borsa di Tokyo guadagna l'1,94%. In territorio positivo terminano anche Hong Kong, in aumento dello 0,24%, Shanghai, che sale dello 0,46%, e Mumbai, con un progresso dello 0,39%.

Shenzhen resta quasi invariata e arretra dello 0,07%. Più marcata la flessione di Seul, che perde lo 0,48%, confermando un andamento differenziato tra le principali piazze dell'area.


Yen più forte, dati sotto esame

Sul mercato valutario continua il rafforzamento dello yen nei confronti del dollaro, con il cambio poco al di sotto di quota 157. La valuta giapponese avanza anche contro l'euro, scambiato a 178,10 yen.

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L'attenzione degli operatori resta rivolta soprattutto alle prossime indicazioni sull'andamento dei prezzi e dell'economia. I dati sull'inflazione in Europa e negli Stati Uniti, insieme alle informazioni sulla crescita americana, potrebbero orientare le future scelte delle banche centrali sui tassi d'interesse.


In arrivo il calendario macroeconomico

Dalla Germania sono attesi i numeri sulle vendite al dettaglio. Francia, Germania e Italia pubblicheranno invece i rispettivi dati sull'inflazione armonizzata, utili per valutare la dinamica dei prezzi nell'area europea.

Gli Stati Uniti concentreranno gran parte dell'attenzione con le cifre relative al prodotto interno lordo, all'inflazione e alle variazioni dell'occupazione. A queste informazioni macroeconomiche si aggiungono gli sviluppi diplomatici in Medio Oriente e il nodo della navigazione attraverso lo stretto di Hormuz, elementi capaci di influenzare la percezione del rischio sui mercati.

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