IA e finanza, l’avvertimento di Lagarde: chi controllerà i modelli
La presidente della Bce richiama i rischi per la stabilità finanziaria e chiede all’Europa di rafforzare la propria autonomia tecnologica.
La crescita dell’intelligenza artificiale sta aprendo una sfida che non riguarda soltanto l’innovazione, ma anche la tenuta del sistema finanziario. Christine Lagarde, intervenendo al Comitato europeo per il rischio sistemico a Berlino, ha segnalato il pericolo che strumenti sempre più potenti possano diventare difficili da governare per gli esseri umani.
Il controllo umano è il nodo centrale
Nel suo intervento, la presidente della Banca centrale europea ha richiamato una riflessione di Stephen Hawking sul rapporto tra progresso tecnologico e capacità dell’uomo di utilizzarlo con saggezza. Il punto, applicato alla finanza, è la possibilità che la rapidità di sviluppo dell’IA superi le capacità di supervisione e gestione da parte delle istituzioni.
Lagarde ha chiuso il discorso con un messaggio di forte preoccupazione sui modelli di intelligenza artificiale. Secondo l’avvertimento riportato nel suo intervento, alcuni sistemi potrebbero sottrarsi al controllo umano, con conseguenze ancora difficili da valutare per i mercati e per la stabilità economica.
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L’Europa cerca maggiore autonomia
Accanto ai rischi legati alla gestione dei modelli, la presidente della Bce ha posto l’accento sulla posizione dell’Europa nella competizione tecnologica. Il continente, ha sostenuto, deve dotarsi di un’autonomia sufficiente per non dipendere completamente da capacità sviluppate altrove.
La questione assume particolare rilievo nel settore finanziario, dove l’intelligenza artificiale può incidere sui processi decisionali e sull’organizzazione dei mercati. Il richiamo di Lagarde al Comitato europeo per il rischio sistemico lega così la corsa all’innovazione alla necessità di mantenere un controllo effettivo sui suoi effetti.
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