599notizie oggi Scopri i vantaggi
Economia 1 min di lettura3 ore fa

4,4 miliardi persi: così i negozi vuoti svuotano borghi e quartieri

Il rapporto Confcommercio-Istituto Tagliacarne fotografa l’avanzata delle chiusure: affitti pesanti e poche risorse tengono serrate migliaia di attività.

In Italia il commercio di prossimità affronta una crisi che non riguarda soltanto gli esercenti, ma anche la vita quotidiana dei territori. Molti spazi restano inutilizzati per anni e, quando scompare un’attività, intere comunità rischiano di perdere servizi fondamentali.

Secondo il censimento realizzato da Confcommercio insieme all’Istituto Tagliacarne, circa un esercizio commerciale ogni sei non trova un nuovo occupante. La situazione pesa soprattutto nei piccoli Comuni e nei borghi, dove la chiusura di un negozio può lasciare scoperti bisogni essenziali.

Offerta del giorno23 ottobre

LOOKFANTASTIC

-22% da LOOKFANTASTIC IT

Scade domani
******


Affitti e costi frenano le riaperture

Tra le cause indicate c’è l’aumento del peso degli affitti, diventati difficili da sostenere per molte imprese. A questo si aggiunge la mancanza di risorse economiche necessarie per avviare una nuova attività o rilanciare un locale già chiuso.

Il risultato è una lunga permanenza delle serrande abbassate: in numerosi casi gli spazi commerciali rimangono inutilizzati per oltre 7 anni. Nel frattempo si riduce la presenza di servizi come alimentari, edicole e farmacie, soprattutto nelle aree con meno abitanti.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Borghi senza negozi, l’allarme di Confcommercio

Il fenomeno ha già prodotto una perdita stimata in 4,4 miliardi e alimenta il rischio di una progressiva desertificazione commerciale. Il report presentato a Roma collega quindi la crisi dei negozi alla qualità dei servizi disponibili sul territorio.

Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, ha segnalato che quasi mezzo milione di locali è oggi sfitto e ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze per i piccoli centri. La riduzione delle attività non riguarda soltanto l’economia: nei luoghi più fragili può rendere più difficile anche l’accesso quotidiano a beni e prestazioni indispensabili.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere