Campania, finiti i blocchi: perché code e scaffali vuoti restano
I presìdi degli autotrasportatori e degli agricoltori sono stati smantellati, ma rifornimenti e distribuzione del carburante procedono ancora con difficoltà.
La protesta sulla rete stradale campana si è fermata, ma gli effetti non sono ancora scomparsi. Molti distributori continuano a segnalare l’esaurimento delle scorte e, nelle stazioni ancora operative, gli automobilisti devono affrontare attese prolungate.
Anche i supermercati stanno vivendo una fase di transizione: dopo i giorni di scaffali privi di numerosi prodotti, le consegne sono ripartite, ma il ritorno alla disponibilità abituale richiederà tempo.
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I presìdi lasciano strade e porto
Durante la notte sono stati smontati tutti i punti di protesta segnalati nel Casertano e nel Salernitano, compresi quelli collocati lungo la rete autostradale. Gli autotrasportatori e gli agricoltori hanno quindi lasciato le aree occupate senza che risultino, nel testo disponibile, nuovi blocchi attivi in Campania.
La mobilitazione è terminata anche a Napoli, nell’area del varco Bausan. La rimozione dei presìdi si inserisce in una più ampia fase di arretramento della protesta, osservata anche in Calabria, Puglia e Basilicata, mentre in diversi porti dell’Adriatico hanno incrociato le braccia anche i pescatori.
Gli aiuti contro il caro gasolio
Sul piano delle misure economiche, il Consiglio dei ministri ha approvato giovedì 22 ottobre un intervento da 105 milioni di euro per attenuare l’impatto del caro gasolio. Il sostegno è destinato non solo agli autotrasportatori, ma anche alle attività agricole e al comparto della pesca.
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Tra le decisioni adottate figura inoltre lo spostamento al 2027 dell’imposta sui pacchi di piccole dimensioni. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avvertito che, di fronte alla prosecuzione dei blocchi da parte di gruppi limitati, il governo non intende accettare pressioni: «Pochi soggetti continuano i blocchi, non tolleriamo intimidazioni».
Restano le tensioni sull’ordine pubblico
Il Garante degli scioperi ha chiesto di valutare la precettazione, cioè l’obbligo di riprendere l’attività per garantire servizi essenziali e sicurezza. La richiesta arriva mentre la protesta si riduce, ma le conseguenze sulla distribuzione non sono ancora state completamente assorbite.
A Napoli, intanto, la Procura ha aperto un’indagine sulle presunte infiltrazioni della criminalità organizzata nella mobilitazione. Il procedimento si aggiunge alle verifiche istituzionali sulla protesta e contribuisce a mantenere alta l’attenzione anche dopo lo sgombero dei presìdi campani.
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