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Economia 2 min di lettura45 min fa

Eni accelera: utili in forte crescita e 1,3 miliardi extra agli azionisti

Nei primi nove mesi il risultato netto rettificato sale a 6,4 miliardi, mentre il gruppo rafforza buyback e dividendo per il 2026.

Gli azionisti Eni riceveranno una distribuzione aggiuntiva da 1,3 miliardi di euro, mentre il gruppo energetico rivede al rialzo anche il piano di riacquisto delle proprie azioni. La decisione arriva dopo nove mesi caratterizzati da una marcata crescita degli utili e da una posizione debitoria indicata dalla società ai minimi storici.

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Più risorse per gli azionisti

Il dividendo straordinario ammonta a 0,46 euro per azione. Eni ha spiegato che la scelta riflette le prospettive positive per il 2026, considerato dall’azienda un esercizio destinato a chiudersi con risultati oltre le attese iniziali.

Sale inoltre a 3,8 miliardi il valore previsto per il programma di riacquisto di azioni nel 2026. La nuova cifra supera del 12% la precedente indicazione, fissata a 3,4 miliardi. Resta invece confermato il dividendo ordinario di 1,1 euro per azione, in aumento del 5% rispetto a quello riconosciuto nel 2025.


Utili in forte rialzo

Tra gennaio e settembre Eni ha ottenuto un utile netto rettificato di 6,4 miliardi di euro, con un incremento del 70% su base annua. Nel solo terzo trimestre il dato ha raggiunto 2,8 miliardi, registrando una crescita del 125% rispetto allo stesso periodo del 2025.

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Ancora più ampia la variazione dell’utile netto: nei primi nove mesi si è attestato a 7,59 miliardi, il 202% in più rispetto all’anno precedente. Tra luglio e settembre il risultato è stato pari a 3,2 miliardi, con un aumento del 299%.


Descalzi punta sul modello Eni

L’amministratore delegato Claudio Descalzi ha attribuito la performance trimestrale alla solidità del modello operativo e agli investimenti selezionati nel portafoglio del gruppo. «Stiamo conseguendo performance superiori alle nostre aspettative», ha dichiarato, collegando il miglioramento dei risultati alla scelta di aumentare le somme destinate agli azionisti.

Descalzi ha inoltre sottolineato il contributo delle attività di esplorazione. Nel corso dell’anno, secondo quanto riferito dal manager, Eni ha individuato nuove risorse di idrocarburi per 1,23 miliardi di barili. La società ritiene che l’andamento dei primi nove mesi rafforzi ulteriormente le prospettive per la chiusura dell’esercizio 2026.

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