Imprese, la mappa della crescita: Roma e Lombardia in testa
Roma guida la classifica provinciale per aumento numerico, con 2.521 imprese aggiuntive, davanti a Milano (+1.981) e Napoli (+1.448).
Roma guida la classifica provinciale per aumento numerico, con 2.521 imprese aggiuntive, davanti a Milano (+1.981) e Napoli (+1.448). Se si considera invece l’incremento percentuale, il risultato migliore appartiene a Benevento (+0,60%), seguita da Roma (+0,57%) e Aosta (+0,55%).
A livello regionale la Lombardia registra la variazione più ampia in valore assoluto (+3.852), mentre Lazio (+3.035) e Campania (+2.632) completano il podio. Valle d’Aosta (+0,55%), Lazio (+0,51%) e Campania (+0,46%) sono invece le aree con la crescita relativa più marcata.
Anche il quadro territoriale complessivo resta positivo: il Mezzogiorno aggiunge 6.521 imprese, con un incremento dello 0,33%. Lo stesso tasso caratterizza il Nord-Ovest, che guadagna 4.979 unità; il Centro sale dello 0,34%, pari a 4.114 imprese, mentre il Nord-Est cresce di 2.789 aziende (+0,25%), comunque in miglioramento rispetto al 2025.
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Un trimestre da 18.403 nuove imprese
Il bilancio tra luglio e settembre 2026 si chiude con 18.403 imprese in più, pari a un progresso dello 0,32%. È il risultato trimestrale più elevato dal 2021 e supera quello dello stesso periodo del 2025, quando l’aumento era stato di 16.920 unità.
La variazione nasce soprattutto dall’aumento delle nuove iscrizioni, arrivate a 62.788 (+2,5%). Le cessazioni, escluse quelle effettuate d’ufficio, sono state 44.385 e non hanno mostrato cambiamenti rilevanti. Al 30 settembre il Registro delle imprese contava complessivamente 5.828.620 attività, secondo l’analisi Movimprese realizzata da Unioncamere e InfoCamere.
Le società di capitali trainano il saldo
Quasi quattro quinti dell’incremento complessivo sono riconducibili alle società di capitali. La loro consistenza è salita di 14.529 unità (+0,73%), contribuendo per il 79% all’espansione dello stock.
Le ditte individuali hanno registrato 5.030 imprese in più e una crescita dello 0,18%, superiore allo 0,12% rilevato nel terzo trimestre 2025. In controtendenza le società di persone, diminuite di 1.342 unità: il loro tasso è rimasto a -0,17%, lo stesso del confronto annuale precedente.
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Commercio e manifattura tornano positive
La ripresa coinvolge 18 dei 19 principali comparti economici. Costruzioni (+3.435), alloggio e ristorazione (+3.389) e attività professionali, scientifiche e tecniche (+2.863) concentrano da sole 9.687 nuove imprese, oltre metà del saldo nazionale.
Rispetto al sostanziale immobilismo del terzo trimestre 2025, commercio (+1.486), agricoltura (+798) e manifattura (+123) chiudono con un risultato positivo. L’unica flessione riguarda le attività estrattive, che perdono 17 imprese (-0,52%) su una base complessiva di 3.227 unità.
I comparti più dinamici
Le percentuali più alte non arrivano necessariamente dai settori più grandi. Energia elettrica e gas segnano un incremento del 2,33%, corrispondente a 364 imprese, mentre finanza e assicurazioni crescono dell’1,49% (+2.281). Seguono attività editoriali e radiotelevisive (+1,17%) e attività professionali, scientifiche e tecniche (+1,11%).
Sono sette i settori con un ritmo superiore allo 0,9%, quasi tre volte il dato medio dello 0,32%. Nel gruppo rientrano sanità e assistenza sociale (+0,97%), attività artistiche e sportive (+0,94%) e telecomunicazioni e informatica (+0,93%).
Artigianato in crescita più lenta
Anche il comparto artigiano mantiene un saldo positivo, con 1.401 imprese aggiuntive. Tuttavia, la velocità di espansione scende allo 0,11%, contro lo 0,15% segnato nel terzo trimestre 2025; a fine settembre lo stock raggiunge 1.225.910 attività.
A sostenere il comparto sono soprattutto le ditte individuali, aumentate di 1.843 unità, e le società di capitali, cresciute di 480. Le società di persone registrano invece una contrazione di 906 imprese.
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