Vasari, il dipinto dimenticato torna all’asta: vale fino a 250mila euro
Il Trasporto di Cristo al Sepolcro, riconosciuto come interamente autografo, sarà battuto a Milano dopo oltre cinquant’anni lontano dal mercato.
Dopo più di mezzo secolo lontano dagli occhi del mercato, il “Trasporto di Cristo al Sepolcro” di Giorgio Vasari riemerge con una valutazione tra 200mila e 250mila euro. La tavola, considerata uno dei risultati più significativi degli studi recenti sull’opera del pittore e architetto aretino, sarà proposta a Milano mercoledì 28 ottobre.
Il dipinto è stato riconosciuto come interamente realizzato da Vasari dallo storico dell’arte Carlo Falciani. L’analisi stilistica e tecnica ha portato a collocarne l’esecuzione intorno al 1545, nel pieno della stagione cinquecentesca dell’artista.
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Un’opera riemersa dopo decenni
L’asta si terrà a Palazzo Crivell, sotto la gestione di Il Ponte Casa d’Aste. La ricomparsa della tavola assume particolare rilievo perché il lavoro non era noto attraverso le ricordanze di Vasari né attraverso le altre memorie oggi disponibili sull’artista.
In assenza di una documentazione diretta, la datazione è stata ricostruita mettendo a confronto il dipinto con altre opere vasariane di soggetto analogo. Tra i riferimenti figurano il “Trasporto di Cristo” conservato alla Casa Vasari di Arezzo, nato da un’idea giovanile del pittore, e la tela realizzata nel 1540 per Santa Maria di Barbiano, oggi custodita al Museo d’arte sacra di San Gimignano.
La scena e i riferimenti raffaelleschi
Al centro della composizione si trova il corpo di Cristo, adagiato in primo piano e sorretto da Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea. Vasari riprende alcune soluzioni già utilizzate in precedenza, ma le riorganizza con figure più imponenti e con richiami alla cultura raffaellesca.
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Tra i dettagli più dinamici spicca il giovane incaricato di sostenere le gambe del Salvatore. La sua posizione deriva dal “Trasporto di Cristo” detto Baglioni, oggi esposto alla Galleria Borghese di Roma, e mostra come l’artista abbia rielaborato modelli già presenti nella propria produzione.
Una pittura rapida e poco materica
Secondo Falciani, la tecnica distingue questa tavola da altri lavori dello stesso periodo. La superficie appare trattata con una stesura veloce e sottile: in alcuni punti le pennellate lasciano intravedere la preparazione sottostante, mentre i volti e i panneggi sono costruiti attraverso interventi essenziali ma decisi.
Queste caratteristiche fanno pensare a un’esecuzione concentrata in tempi brevi. L’eventualità che l’opera sia stata realizzata per rispettare una scadenza ravvicinata rimane però un’ipotesi, che potrà essere valutata soltanto con nuove verifiche sui documenti disponibili.
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