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Cultura 3 min di lettura1 ora fa

Uffizi, il tondo di Giordano torna a Firenze: perché è speciale

Gli Amici degli Uffizi donano al museo un raro affresco su paniera, realizzato dall’artista napoletano durante il soggiorno fiorentino del Seicento.

Un’opera nata a Firenze oltre tre secoli fa rientra oggi nel patrimonio della città. Si tratta di “Cristo e la Samaritana”, dipinto di Luca Giordano realizzato intorno al 1685 e acquistato dagli Amici degli Uffizi – Friends of the Uffizi Gallery per essere donato alle Gallerie degli Uffizi.

Il quadro, presentato alla fiera di arte antica di Maastricht nel 2026, arricchirà la raccolta del museo con una testimonianza poco comune della pittura barocca. La sua particolarità non riguarda soltanto il soggetto, tratto dal Vangelo di Giovanni, ma anche il procedimento con cui venne eseguito.

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Un affresco su supporto insolito

Giordano dipinse la scena su una superficie circolare e la applicò poi a un sostegno mobile leggero, una “paniera”: una stuoia rotonda di vimini utilizzata a Firenze da Giovanni da San Giovanni e da altri pittori. Anche l’artista napoletano adottò questa soluzione durante la permanenza nel capoluogo toscano.

La composizione mostra l’incontro tra Cristo e la Samaritana vicino al pozzo di Giacobbe. Colori luminosi, pennellate immediate e una forte freschezza espressiva avvicinano il dipinto al linguaggio di Pietro da Cortona. Secondo la tradizione, Giordano avrebbe completato l’opera in appena due giornate, confermando la rapidità che gli fece guadagnare il soprannome di “Luca fa presto”.


Il legame con Palazzo Medici

Il tondo apparteneva a un gruppo di quattro opere realizzate per Andrea Del Rosso, membro di un’importante famiglia fiorentina, durante il soggiorno del pittore a Palazzo Del Rosso. Un altro dipinto della serie, “Cristo tra i dottori”, si trova oggi all’Institute of Art di Minneapolis.

L’ingresso agli Uffizi acquista particolare rilievo perché l’opera fu dipinta nella fase conclusiva degli affreschi eseguiti da Giordano nel salone del piano nobile di Palazzo Medici Riccardi. Quel ciclo è considerato fondamentale nella storia della decorazione monumentale: le scene si susseguono senza una struttura architettonica dipinta, secondo una soluzione già sperimentata da Pietro da Cortona nelle stanze dei Pianeti di Palazzo Pitti.

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Una nuova tappa per le collezioni

Il museo conserverà il dipinto nelle sale del primo piano dedicate alla pittura del Seicento, la cui apertura è prevista prossimamente. Qui l’opera sarà accostata ai lavori degli artisti attivi a Firenze nello stesso periodo, rendendo più leggibile il confronto tra la tradizione locale e le correnti internazionali del Barocco.

La donazione amplia inoltre la presenza del Seicento napoletano nelle raccolte fiorentine. Giordano era già apprezzato dai Medici e dalle principali famiglie aristocratiche della città: alle Gallerie degli Uffizi appartiene anche un suo Autoritratto, mentre nel 2015 il museo aveva acquistato il bozzetto degli affreschi realizzati per la Cappella Corsini al Carmine.


La collaborazione che ha reso possibile l’acquisto

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Simone Verde, ha sottolineato che l’opera documenta una tecnica rara e il contributo decisivo di Giordano allo sviluppo del Barocco a Firenze. Ha inoltre evidenziato il rapporto tra il tondo e la conclusione del grande ciclo decorativo di Palazzo Medici Riccardi, considerandolo un collegamento importante per il racconto storico del museo.

Luigi Salvadori, presidente degli Amici degli Uffizi, ha invece ricordato la collaborazione ventennale con Friends of the Uffizi Gallery. «Questa donazione conferma quanto sia importante lavorare insieme per proteggere, arricchire e rendere accessibile il patrimonio degli Uffizi», ha dichiarato, spiegando che il sostegno comune ha già permesso di finanziare restauri e nuove acquisizioni.

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