Un’ultima giornata per tornare a vivere: il dramma iraniano
Ali Asgari porta in sala la storia di un medico che, prima di arrendersi, trascorre un giorno con la famiglia e riscopre il valore dei legami
Un medico privato di tutto ciò in cui crede decide di chiudere i conti con la vita, ma sceglie di rimandare il gesto per trascorrere ancora qualche ora accanto ai propri familiari. È il punto di partenza di Un po’ di luce, il nuovo film di Ali Asgari presentato in concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia e ora tra le proposte più rilevanti del fine settimana nelle sale.
Il lungometraggio conferma la vitalità di una cinematografia iraniana capace di raccontare il disagio individuale e le tensioni della società attraverso storie intime, spesso segnate da conflitti morali e politici.
Un uomo privato del futuro
Il protagonista è un medico iraniano. Dopo l’arresto e la conseguente chiusura del suo studio specialistico, l’uomo perde ogni prospettiva e matura la decisione di togliersi la vita. Il film segue soprattutto il suo stato d’animo, senza separare la crisi personale dalle conseguenze delle pressioni subite.
Prima di compiere la scelta estrema, il medico organizza una giornata con il fratello, le sorelle e la madre. Non si tratta soltanto di un ultimo saluto: attraverso la vicinanza dei suoi cari, cerca anche un modo per prepararli a ciò che sta per accadere.
La famiglia riapre una possibilità
Ricordi condivisi, conversazioni e gesti d’affetto rendono quelle ore sempre più intense. Il tempo trascorso insieme costringe il protagonista a guardare con maggiore lucidità ciò che rischia di perdere, facendo emergere un legame con la famiglia che sembrava ormai incapace di raggiungerlo.
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La compassione dei parenti e l’amore ricevuto incrinano gradualmente la sua determinazione. Da quel confronto nasce la possibilità di ripensare il gesto progettato e di recuperare un rapporto con la vita e con il mondo, proprio quando entrambi sembravano definitivamente esclusi dal suo orizzonte.
Il percorso di Ali Asgari
Con questo lavoro Ali Asgari prosegue un percorso cinematografico caratterizzato da attenzione ai temi sociali e da una solida costruzione narrativa. Prima di Un po’ di luce aveva diretto La bambina segreta, Kafka a Teheran e Divine Comedy.
Il film si inserisce nella recente stagione del cinema iraniano, che ha portato sugli schermi opere capaci di suscitare forte interesse internazionale. La presentazione a Venezia ha offerto a Un po’ di luce un primo importante spazio di visibilità, seguito ora dall’arrivo nelle sale italiane.
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