24 storie per cambiare rotta: il libro sull’economia circolare
Letizia Palmisano racconta persone, mestieri e idee che trasformano riuso, riparazione e recupero in occasioni concrete per il futuro
«Il futuro non è un luogo lontano da raggiungere, ma qualcosa che costruiamo con le scelte di ogni giorno», scrive Letizia Palmisano. Nel suo nuovo saggio, la giornalista ambientale invita a vedere la sostenibilità come un percorso collettivo, in cui ciascuno può assumere un ruolo concreto.
Il volume si rivolge a studenti e studentesse interessati alle professioni verdi, a imprenditrici e imprenditori in cerca di strategie innovative, ai decisori politici e a tutte le persone che vogliono partecipare alla trasformazione delle proprie comunità.
La sostenibilità diventa mestiere
L’economia circolare, nelle pagine del libro, non resta una formula teorica. Viene presentata come un insieme di pratiche applicabili alla vita quotidiana, alla produzione e alla progettazione, con ricadute anche sul piano professionale.
Il saggio mostra come la valorizzazione degli oggetti, delle competenze e delle relazioni possa generare modelli più solidi e inclusivi. La sostenibilità viene così associata alla capacità di immaginare soluzioni nuove, non soltanto alla rinuncia o alla riduzione dei consumi.
Una giornata dentro il cambiamento
La narrazione si sviluppa nell’arco di 24 ore e segue Laura e suo figlio Alex, nomi scelti in omaggio a Laura Conti e Alexander Langer. Attraverso il loro percorso, il lettore incontra 24 esperienze reali legate alla costruzione di un’economia diversa nelle città.
Il libro, intitolato «Il futuro non aspetta, si costruisce», è firmato da Letizia Palmisano e pubblicato da Edizioni Città Nuova nel settembre 2026. La prefazione è di Alessandra De Santis, educatrice e comunicatrice ambientale, nonché curatrice dell’Atlante dell’Economia Circolare.
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Mestieri che danno valore agli scarti
Tra le storie compaiono artigiani che trasformano residui organici, come i fondi di caffè, in elementi di design grazie alla collaborazione tra imprese e settori diversi. Altri protagonisti recuperano mobili destinati alla discarica e li convertono in pezzi nuovi, facendo del riuso creativo anche uno strumento di benessere.
Il racconto comprende inoltre reti solidali fondate sullo scambio di vestiti, laboratori nati in vecchi stabilimenti industriali e spazi condivisi da artigiani e progettisti. Non mancano tecnici impegnati a riparare apparecchi elettronici d’epoca, opponendosi alla sostituzione continua dei prodotti e sostenendo il diritto alla riparazione.
Dalle storie agli strumenti pratici
La parte conclusiva offre una sorta di guida operativa ai principali concetti dell’economia circolare. Tra questi figurano la progettazione orientata allo smontaggio, la vendita dell’utilizzo invece del possesso del bene, l’ecoprogettazione e la responsabilità estesa del produttore.
Questi principi vengono collegati a esempi concreti, così da chiarire come possano tradursi in attività economiche più resistenti e in comportamenti quotidiani consapevoli. L’obiettivo dichiarato da Palmisano è contrastare il senso di impotenza davanti alle crisi ambientali: «Ho scritto questo libro proprio come un antidoto alla rassegnazione, per raccontare che il futuro non si aspetta, si costruisce, e che le fondamenta sono già state gettate, pezzo dopo pezzo, ma serve passare a un’azione corale».
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