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Cultura 2 min di lettura2 ore fa

Dario Franceschini torna in libreria: il Po racconta l’Italia che rinasce

Dal referendum tra Repubblica e Monarchia agli anni delle grandi trasformazioni, il nuovo romanzo segue madre e figlia nel dopoguerra italiano

Una madre e una figlia in Lambretta attraversano un’Italia ancora segnata dalla guerra, dalle divisioni politiche e dalle disuguaglianze. È attraverso il loro percorso che Dario Franceschini costruisce il suo nuovo romanzo, “La fiuma”, in uscita il 6 ottobre per La Nave di Teseo nella collana Oceani.


Un Paese sospeso tra passato e futuro

La vicenda prende avvio nel clima incerto dell’Italia appena uscita dalla Seconda guerra mondiale. Sullo sfondo c’è il referendum del 1946, quando gli elettori furono chiamati a scegliere tra Repubblica e Monarchia, ma il racconto si sviluppa poi lungo i decenni successivi, seguendo i mutamenti sociali e politici che attraversano il Paese.

La protagonista Ginisca arriva al seggio con un’urgenza singolare: deve votare prima di raggiungere Ferrara, dove alle dieci è fissato il suo matrimonio. Franceschini racconta così la scena: «Si mise in fila ad aspettare l'apertura del seggio, già con indosso l'abito da sposa». Il gesto di quella giovane donna diventa il punto d’ingresso in una memoria collettiva fatta di speranze, ferite e nuove libertà.


Le campagne ferraresi al centro

Il romanzo guarda soprattutto alle campagne del Ferrarese, trasformate in uno spazio narrativo dove la storia nazionale prende forma concreta. Tra gli episodi evocati compaiono le vendette politiche successive alla Liberazione, la campagna elettorale del 1948 e l’attentato a Palmiro Togliatti.

Accanto alla politica trovano posto anche le imprese ciclistiche di Gino Bartali, l’alluvione che colpì il Polesine nel 1951 e il lavoro degli “angeli del fango” dopo l’alluvione di Firenze del 1966. Gli eventi pubblici si intrecciano con le vicende private delle due protagoniste, ancora esposte a pregiudizi e ingiustizie rivolti alle donne.

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La fiuma e la voce delle donne

Il titolo richiama il Po, chiamato “la fiuma” nel linguaggio locale. Nel libro, Franceschini spiega questa scelta con una frase breve: «Perché dalle nostre parti è femmina». Il fiume diventa così una presenza costante, legata ai luoghi d’origine e alle trasformazioni che coinvolgono le persone che vivono sulle sue sponde.

“La fiuma” arriva dopo “Aqua e tera”, romanzo dedicato all’amore difficile tra Tina e Lucia, ambientato tra le lotte dei braccianti organizzati nelle leghe socialiste e le aggressioni delle squadre fasciste. Anche nel nuovo libro l’autore mantiene l’attenzione per le figure femminili e per le fratture sociali che hanno attraversato la provincia italiana.


Un autore tra letteratura e politica

Franceschini ha esordito nel 2006 con “Nelle vene quell’acqua d’argento”, opera premiata in Francia con il Premier Roman di Chambéry e in Italia con il premio Opera Prima Città di Penne e il premio Bacchelli. In seguito ha pubblicato “La follia improvvisa di Ignazio Rando”, diventato anche uno spettacolo teatrale, “Daccapo”, “Mestieri immateriali di Sebastiano Delgado” e la raccolta “Disadorna”.

Nel 2024 è uscito “Aqua e tera”, vincitore del premio Maiella e finalista del premio Biella. I suoi romanzi sono stati tradotti in Francia da Gallimard. Prima del ritorno alla narrativa con “La fiuma”, Franceschini ha ricoperto per sette anni l’incarico di ministro della Cultura.

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