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Cultura 4 min di lettura2 ore fa

Quattro libri, quattro verità nascoste: Deaver sfida Strout

Dalla caccia a un piromane nella New York più oscura alla memoria dell’emigrazione, passando per Machiavelli e i segreti di una famiglia americana.

Questa settimana le librerie propongono storie molto diverse, ma unite dalla presenza di qualcosa da riportare alla luce: un assassino, un segreto familiare, la vera personalità di un pensatore e le ferite di un’infanzia segnata dall’emigrazione. Tra le novità figurano i romanzi di Jeffery Deaver, Elizabeth Strout e Carmine Abate, insieme al saggio narrativo di Franco Bernini dedicato a Niccolò Machiavelli.

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Strout mette in crisi le certezze familiari

In Le cose che non diciamo, pubblicato da Einaudi, Elizabeth Strout segue Artie Dam, insegnante di storia ormai di mezza età e molto amato nella sua scuola. L’uomo vive con la moglie Evie, terapeuta familiare, in una casa affacciata sull’acqua lungo la costa del Massachusetts, ma dietro un’esistenza rispettabile si accumulano silenzi, stanchezza e una crescente estraneità alla vita.

Il rapporto con il figlio Rob, ingegnere brillante ma alle prese con una crisi matrimoniale, si è fatto più distante. Anche la partenza dell’amica Flossie ha lasciato Artie ancora più solo, mentre nella comunità crescono tensioni sociali alla vigilia delle elezioni presidenziali del 2024. Un incidente in barca lo conduce vicino al punto di rottura e, allo stesso tempo, gli consegna una verità capace di cambiare il significato di trent’anni di matrimonio.

Attorno al protagonista si muovono figure come Rhonda, fragile e alla ricerca di una direzione, Danny Marino, ragazzo arrabbiato che scopre Shakespeare, e Ken Moynihan, un alleato inatteso. Il romanzo riunisce così vicende individuali e inquietudini collettive, mostrando quanto sia difficile trasformare l’isolamento in un rapporto sincero con gli altri.


Deaver riaccende l’indagine di Rhyme

Rizzoli porta in libreria Il cuore è un’arma, nuovo giallo di Jeffery Deaver. L’indagine prende avvio da un incendio in un edificio abbandonato di Spanish Harlem: tra i resti viene trovata una cassetta resistente al fuoco, contrassegnata con il numero 1 e contenente una copia di *Cuore di tenebra*, un’antica frusta e alcuni elastici.

Gli oggetti sembrano privi di relazione, ma la loro disposizione suggerisce un disegno preciso. Lincoln Rhyme e Amelia Sachs comprendono che il rogo potrebbe essere soltanto il primo di una serie e provano a collegare gli indizi a episodi oscuri della Storia, affiancati da uno degli autori di programmi audio più seguiti negli Stati Uniti.

Nel corso della caccia entra in scena anche Desdemona Vale, investigatrice di Long Island dall’aspetto rassicurante e dal carattere inflessibile. La donna vuole chiarire la morte di una giovane del suo quartiere e segue una pista composta da particolari trascurati e domande rimaste senza risposta. Intanto gli incendi proseguono e ogni prova può condurre alla soluzione oppure depistare gli investigatori.


Machiavelli oltre il mito cinico

Con Alfabeto Machiavelli, pubblicato da E/o, Franco Bernini propone un ritratto meno convenzionale di Niccolò Machiavelli. Nato nel maggio del 1469 in una famiglia priva di grande peso politico, il pensatore dedicò 58 anni allo Stato fiorentino senza ottenere incarichi, riconoscimenti economici o un ruolo proporzionati alla sua statura.

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Il passaggio dalla Repubblica ai Medici e il successivo ritorno al governo repubblicano lo esposero a denunce, torture e marginalità. Machiavelli morì nel giugno del 1527; le sue opere più celebri, *Il Principe* e *Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio*, furono pubblicate soltanto dopo la sua morte.

Bernini ricostruisce l’uomo attraverso le parole del Segretario fiorentino e i rapporti con familiari, amici e avversari. Ne emerge una personalità passionale, ironica, inquieta e capace di osservare il potere e la natura umana con precisione quasi scientifica, molto più articolata rispetto all’immagine dell’uomo spregiudicato da cui deriva l’aggettivo “machiavellico”.

Sceneggiatore e regista, Bernini ha lavorato a film come *Notte italiana*, *Domani accadrà*, *Il portaborse*, *Un’altra vita*, *Chiedi la luna*, *Sud*, *La lingua del santo*, *A cavallo della tigre* e *A casa nostra*. Per la televisione ha firmato, tra gli altri, *Adriano Olivetti*, *Rocco Chinnici* e *Aldo Moro, il professore*.


Abate torna alle ferite dell’emigrazione

Mondadori pubblica I giorni dell’arrivederci, l’ultimo romanzo di Carmine Abate. Il protagonista Giorgio, oggi insegnante di lingua italiana a Colonia, riceve un messaggio sulla propria pagina Facebook che riapre i ricordi legati alla “Casa tra le nuvole”, l’istituto che aveva segnato la sua infanzia e che per vent’anni aveva cercato di lasciarsi alle spalle.

Da bambino Giorgio vive in Calabria, tra le montagne della Sila e il mare intravisto attraverso i lecci. A otto anni parte con il padre e il resto della famiglia verso la Germania, lasciando amici, paese e nonno. Le difficoltà incontrate a scuola in un ambiente nuovo e ostile spingono il padre a riportarlo in Italia e ad affidarlo al Centro educativo Degasperi, collegio laico del Trentino.

Il centro accoglie figli di emigrati con esperienze simili, ma al ragazzo appare subito come una prigione. Le regole rigide, le giornate organizzate senza pause e le punizioni severe rendono ancora più dolorosi la lontananza dalla famiglia e il rimpianto per la vita calabrese. Il messaggio ricevuto da adulto riporta dunque Giorgio dentro quella stagione rimossa, riaprendo una storia in cui il ritorno al passato diventa inevitabile.

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