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Cultura 3 min di lettura10 ott

Il patrimonio della moda italiana perde Bonizza Giordani Aragno: aveva 89 anni

Storica e curatrice, ha salvato archivi, documenti e memorie dell’Alta Moda, accompagnando per decenni la conoscenza del costume italiano.

Bonizza Giordani Aragno si è spenta ieri nella sua casa romana della Balduina, dopo una lunga malattia. Aveva 89 anni e per oltre mezzo secolo aveva studiato, raccolto e raccontato l’evoluzione della moda italiana, mettendo in salvo materiali fondamentali per comprenderne la storia.

La notizia è stata diffusa dalla figlia Lara Aragno attraverso i social. Nel messaggio ha scritto: «Ciao Mamma. Non lo so come potrò vivere la tua assenza. Sei nel mio cuore e nei miei sogni con il tuo sorriso rassicurante. Nei ricordi le nostre ultime risate».


L’ultimo saluto a Roma

Le esequie si terranno lunedì 12 ottobre alle 11 nella Basilica di Santa Maria in Montesanto, a piazza del Popolo, conosciuta anche come Chiesa degli Artisti. La cerimonia raccoglierà familiari, amici e rappresentanti del mondo culturale e della moda.

Nata a Roma l’11 marzo 1937, Giordani Aragno proveniva da una famiglia impegnata nella vita culturale e istituzionale del Paese. Suo padre era Igino Giordani, scrittore, politico e componente dell’Assemblea Costituente. Lascia le figlie Lara e Simona Aragno, nate dal matrimonio con lo scenografo Giorgio Aragno, morto nel 2004.


Una vita al servizio della moda

La sua carriera si è sviluppata tra ricerca storica, attività curatoriale e insegnamento. Per il Museo Boncompagni Ludovisi di Roma seguì i progetti legati alla moda; fu inoltre responsabile scientifica della Fondazione Micol Fontana e guidò la redazione della rivista Audrey.

Partecipò anche alla Commissione Nazionale per il Coordinamento delle Politiche di Tutela e Valorizzazione delle Arti Decorative della Moda e del Costume. Dal 1982 progettò e organizzò rassegne, cataloghi e iniziative dedicate alla moda italiana, in Italia e all’estero, con tappe a New York, Tokyo, Osaka e Kyoto.

Tra i suoi lavori espositivi figurano “Il disegno dell’Alta Moda Italiana 1940-70”, “La Moda Italiana 1920-1980”, “40 Years of Italian Fashion 1940-1980”, “Cinquant’anni di Moda” e “Sarli - Cinquant’anni di stile italiano 1952-2002”. Si occupò anche di percorsi sul legame tra abbigliamento, arti visive e società, come “Artejeans” e “Donne fra Brividi ed Emozioni”.

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Gli archivi come memoria collettiva

Uno dei capitoli più importanti della sua attività riguardò il recupero delle testimonianze documentarie. Per il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma lavorò alla raccolta e alla salvaguardia dei fondi delle Sorelle Fontana, di Federico Schuberth, Irene Galitzine, Walter Albini e della sartoria Farani.

Quel lavoro contribuì a preservare fotografie, disegni, documenti e materiali capaci di restituire il percorso della creatività italiana del Novecento. Il suo impegno non si limitò alla conservazione: attraverso mostre, pubblicazioni e lezioni rese accessibile questa eredità a studiosi, professionisti e pubblico.


Ricerca, televisione e formazione

Giordani Aragno collaborò anche con la Rai. Nel 1982 realizzò “Storia della Moda” per il Dipartimento Tv Scuola Educazione, mentre nel 1990 curò per Rai Uno “Le grandi Mostre - Valentino - Trent’anni di magia”, dedicato a Valentino Garavani.

Nel 2002 intervenne a New York alla conferenza internazionale “Italian Fashion: Identities, Transformation, Production”, presentando una relazione intitolata “Alta Moda: When Did It All Start?”. Fu autrice di saggi su Mila Schön, Emilio Federico Schuberth e sulla nascita del prêt-à-porter italiano firmato Callaghan.

Accanto alla ricerca mantenne un forte impegno didattico, insegnando allo Ied - Istituto Europeo di Design e all’Accademia di Costume e di Moda di Roma. La sua eredità resta legata alla tutela degli archivi e alla trasmissione della moda come fenomeno culturale e sociale, oltre che estetico.

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