Gallerie d’Italia, in mostra Kauffmann e Vigée Le Brun
Alle Gallerie d’Italia 73 opere raccontano due carriere femminili tra corti europee, autoritratti e affermazione sociale
Le Gallerie d’Italia di Napoli ospitano dal 6 novembre al 7 marzo 2027 la mostra dedicata ad Angelica Kauffmann ed Élisabeth Louise Vigée Le Brun. L’esposizione, promossa da Intesa Sanpaolo, riunisce 73 opere per mettere a confronto due protagoniste della pittura europea tra Settecento e Ottocento.
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Due carriere costruite in Europa
Il progetto presenta dipinti, disegni, stampe e sculture arrivati da raccolte italiane e straniere. Tra i prestiti figurano opere delle Gallerie degli Uffizi, del Musée du Louvre, dei Musei Capitolini, della National Portrait Gallery di Londra, dell’Accademia Nazionale di San Luca, delle collezioni del Liechtenstein, del Museo e Real Bosco di Capodimonte, del National Museum of Women in the Arts di Washington, del Musée des Beaux-Arts di Rouen e della Galleria Nazionale della Pilotta di Parma.
La curatela è affidata a Francesco Leone, Fernando Mazzocca ed Elisabetta Rasy. L’iniziativa gode del patrocinio del Comune di Napoli e nasce con la collaborazione dell’Accademia Nazionale di San Luca. Secondo Michele Coppola, responsabile Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo, il progetto rafforza il lavoro delle Gallerie d’Italia sulla presenza femminile nella storia dell’arte e il rapporto dell’istituzione con realtà internazionali.
Kauffmann, nata a Coira nel 1741, sviluppò un’attività molto ampia: si dedicò ai ritratti, ai soggetti religiosi, alle allegorie e soprattutto alla pittura di storia. La preparazione in ambito filosofico, letterario e musicale, insieme alla conoscenza di diverse lingue, le consentì di affrontare temi ispirati alla mitologia, all’antichità e agli autori della letteratura, da Omero a Shakespeare.
Vigée Le Brun nacque invece a Parigi nel 1755 e orientò in prevalenza la propria ricerca verso il ritratto. Il legame con Maria Antonietta ne accrebbe la notorietà, ma la pittrice seppe anche formare una clientela internazionale tra famiglie regnanti, aristocratici e figure della cultura.
Napoli tra ritratti e corti
La città partenopea occupa un posto speciale nel percorso. Meta del Grand Tour e punto d’incontro per artisti, studiosi e collezionisti, Napoli offrì a entrambe le pittrici occasioni di lavoro e di confronto con ambienti cosmopoliti. In periodi differenti, Kauffmann e Vigée Le Brun operarono per la corte borbonica.
Tra i lavori esposti compare il modello di Angelica Kauffmann per il ritratto di Ferdinando IV e della sua famiglia, conservato nelle collezioni principesche del Liechtenstein. Sono presenti anche due dipinti di Vigée Le Brun dedicati alle principesse borboniche Maria Cristina di Borbone, raffigurata mentre raccoglie rose, e Maria Teresa Carolina Giuseppina di Borbone, destinata a diventare imperatrice d’Austria, entrambi provenienti da Capodimonte.
Il confronto consente di osservare come le due artiste abbiano restituito immagini differenti degli stessi ambienti di corte. Kauffmann contribuì inoltre a rinnovare il ritratto familiare, con maggiore attenzione ai legami affettivi, alla natura e agli ideali dell’Illuminismo.
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Autoritratti e riconoscimento pubblico
Uno dei nuclei principali comprende gli autoritratti delle due pittrici. Agli Uffizi si trovano quello di Vigée Le Brun, eseguito nel 1789 e successivamente consegnato dalla pittrice alla collezione, e quello di Kauffmann, datato 1787. Le opere mostrano quanto entrambe lavorassero sulla propria immagine per affermare identità professionale e posizione sociale.
Il percorso segue anche il passaggio dall’immagine dell’artista affermata a quella della donna, della madre e dell’intellettuale. In questo modo gli autoritratti diventano strumenti per presentarsi al pubblico e consolidare una reputazione in un sistema artistico ancora largamente controllato dagli uomini.
Kauffmann fu, insieme a Mary Moser, l’unica presenza femminile tra i fondatori della Royal Academy di Londra. Vigée Le Brun entrò invece nell’Académie Royale de Peinture et de Sculpture di Parigi. Per entrambe si trattò di un riconoscimento ai livelli più alti delle istituzioni artistiche dell’epoca.
Gli anni italiani di Vigée Le Brun
Il periodo trascorso in Italia da Vigée Le Brun, dal 1789 al 1792, seguì la sua partenza dalla Francia allo scoppio della Rivoluzione. Durante quei soggiorni la pittrice ristabilì rapporti con i committenti, fu accolta nell’Accademia di San Luca a Roma e nell’Accademia di Parma, trovando nella corte napoletana un sostegno importante grazie anche a Maria Carolina, sorella di Maria Antonietta.
A Napoli entrò in contatto con personalità legate al viaggio culturale europeo, tra cui Carlo Gastone della Torre di Rezzonico e Giovanni Paisiello. In seguito lavorò a Vienna, San Pietroburgo e Berlino, dove venne ammessa nelle rispettive accademie di belle arti e continuò a ricevere incarichi da sovrani e nobili.
Anche Kauffmann legò profondamente la propria vicenda all’Italia. Dopo le esperienze maturate a Milano, Bologna e Firenze, scelse Roma come sede principale: dal 1781 vi rimase stabilmente, facendo del suo studio e del suo salotto un luogo frequentato nella capitale pontificia.
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