Artemisia Gentileschi guida la mostra di pittrici a Oslo
Il Nasjonalmuseet espone 51 dipinti di 19 artiste; la rassegna proseguirà a Roma dal 15 marzo al 30 maggio
A Oslo sono esposti 51 dipinti di 19 artiste attive tra il 1550 e il 1650.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura + spedizione gratis
Artemisia al centro della rassegna
Tra le opere più significative figura la *Maria Maddalena penitente* di Artemisia Gentileschi, realizzata intorno al 1640 e oggi conservata nelle raccolte del museo norvegese. Il dipinto venne donato nel 1866 da Miss B. Cappelen e per molti anni fu assegnato prima a un autore anonimo vicino alla scuola caravaggesca, poi ad Antiveduto Gramatica.
L’attribuzione ad Artemisia Gentileschi (1593-1654) è stata accolta soltanto nel 1999, dopo l’inserimento dell’opera nel catalogo ragionato curato da Raymond Ward Bissell. Anche il soggetto è stato discusso: un restauro recente ha chiarito che il cofanetto tenuto nella mano sinistra era un’aggiunta, applicata per coprire uno strappo della tela, e non un elemento originale utile a identificare la figura come Maddalena.
Un confronto tra due Maddalene
A Oslo il quadro norvegese viene accostato alla *Maria Maddalena* dipinta da Artemisia nel 1614-1615 e proveniente dagli Uffizi. Quest’ultima, tuttavia, non seguirà la mostra durante il trasferimento previsto a Roma.
La presenza dell’opera nelle collezioni del Nasjonalmuseet spiega in parte la scelta di dedicare l’esposizione alle artiste che operarono nell’Italia e nei Paesi Bassi dell’età moderna. La rassegna è stata curata da Cynthia Osiecki ed Ellen Lerberg in collaborazione con la Galleria Borghese.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
La formazione delle artiste
Intitolata “W̶o̶m̶a̶n̶ Painter”, la mostra resterà al Nasjonalmuseet fino al 7 febbraio 2027. Dopo Oslo sarà allestita alla Galleria Borghese di Roma, dal 15 marzo al 30 maggio.
Il progetto non si limita a censire la presenza femminile nella storia dell’arte. Attraverso dipinti e documenti, ricostruisce i percorsi con cui queste artiste riuscirono a formarsi e a ottenere riconoscimento in un ambiente dominato dagli uomini.
Mercato e affermazione professionale
L’esposizione prende in esame anche i meccanismi che favorirono la circolazione delle loro opere. Per alcune pittrici l’accesso alla formazione fu agevolato dalla famiglia, già inserita nel mondo artistico, oppure da una condizione economica favorevole; il passaggio alla professione, però, richiese strategie autonome e una lunga ricerca di legittimazione.
Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, Judith Leyster, Margaretha de Heer e Clara Peeters sono tra i nomi presenti nel percorso. Il catalogo collegato alla rassegna, *Becoming Painters, Women’s Education and Practice in Early Modern Europe*, è curato da Patrizia Cavazzini e Cynthia Osiecki.
Continua a leggere
Porti d’Europa, la mostra che svela il lato nascosto del mare
Oltre sessanta immagini di Anastasia Samoylova attraversano sette città portuali e ne raccontano industria, turismo, lavoro e trasformazioni ambientali
Milano, il futuro in mostra: brevetti e invenzioni dal 1920 a oggi
A Palazzo Assolombarda un percorso gratuito tra immagini, macchinari e idee che hanno anticipato il modo di lavorare e vivere.
Iva Lulashi a Vercelli: la mostra senza istruzioni che sfida lo sguardo
All’Ex Chiesa di San Marco, la Collezione Giuseppe Iannaccone porta in scena la pittura sospesa e intima dell’artista albanese fino al 29 marzo 2027.
Bambini, venti racconti dai disegni del Festival di Milano
Il volume di Silvia Amodio raccoglie storie ispirate alle tavole infantili e sostiene l’oncologia pediatrica con Soleterre.