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Cultura 2 min di lettura1 ora fa

Iva Lulashi a Vercelli: la mostra senza istruzioni che sfida lo sguardo

All’Ex Chiesa di San Marco, la Collezione Giuseppe Iannaccone porta in scena la pittura sospesa e intima dell’artista albanese fino al 29 marzo 2027.

Un corpo senza volto, una folla indistinta, un gesto fermo sull’orlo di qualcosa: la mostra di Iva Lulashi a Vercelli invita il pubblico a entrare in immagini che non chiedono spiegazioni razionali. Le opere sono raccolte in un’unica sala dell’Ex Chiesa di San Marco – Spazio Arca, dove lo sguardo può abbracciare l’intero allestimento senza seguire un itinerario prestabilito.

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Una pittura costruita sull’attesa

L’esposizione, curata da Daniele Fenaroli, presenta un numero contenuto di dipinti e punta su un’esperienza diretta, più emotiva che analitica. Le scene sembrano interrompersi appena prima di un abbraccio, di una rivelazione o di un movimento, lasciando emergere una sensazione di sospensione.

Lulashi parte da immagini del passato e da brevi sequenze filmate, ma sceglie di concentrarsi sui passaggi meno evidenti. Uno sguardo che sfugge, una pausa ravvicinata o una figura colta in un momento enigmatico diventano il punto di partenza per quadri attraversati da pennellate morbide, calde e fluide.

I contorni si dissolvono, mentre luci e colori proteggono volti e corpi senza cancellarne la presenza. L’artista non sembra voler nascondere ciò che rappresenta: lascia piuttosto che chi osserva completi le immagini con la propria memoria e con le proprie emozioni.


Individui contro lo sguardo collettivo

Nella pittura di Lulashi ricorre una moltitudine di persone che non viene mai ridotta a una semplice categoria. Ogni figura conserva una propria identità, anche quando è inserita in una scena affollata o appare solo parzialmente riconoscibile.

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Da qui nasce il contrasto centrale della sua ricerca: il desiderio appartiene alla dimensione personale, mentre il controllo arriva dallo sguardo degli altri. Le relazioni umane, i ricordi e la necessità di difendere la propria intimità diventano così il nucleo di immagini capaci di evocare più che raccontare.

Nata a Tirana nel 1988 e cresciuta in Italia, Iva Lulashi si è formata all’Accademia di Belle Arti di Venezia e oggi vive e lavora a Milano. Dopo aver rappresentato l’Albania alla Biennale d’Arte di Venezia 2024, è considerata una delle presenze più originali della pittura europea contemporanea.


Vercelli accoglie la personale

La personale è promossa dalla Collezione Giuseppe Iannaccone, che dedica con cadenza annuale un appuntamento a esponenti significativi della ricerca artistica attuale. La sede scelta è l’Ex Chiesa di San Marco – Spazio Arca, trasformata per l’occasione in un ambiente unitario e avvolgente.

La mostra è aperta dal 13 ottobre e potrà essere visitata fino al 29 marzo 2027. Più che proporre un racconto lineare, l’allestimento mette il pubblico davanti a un insieme di presenze, atmosfere e interrogativi lasciati volutamente senza istruzioni.

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