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Cultura 1 min di lettura1 ora fa

Attanasio e la sfida dell’arte: cancellare il confine tra centro e margini

A Librino la poetessa ha legato la scultura di Pegaso a un’idea di uguaglianza fondata sul valore dell’essere umano, oltre ogni distanza geografica e sociale.

Per Maria Attanasio il punto di partenza non è il luogo in cui si vive, ma la dignità di ogni persona. La poetessa ha rilanciato questa idea a Librino, mettendo sullo stesso piano il bambino del quartiere catanese, quello delle zone più agiate e chi affronta il mare per cercare un’esistenza migliore.

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L’umanità viene prima dei confini

Nel suo intervento, Attanasio ha escluso che possano esistere persone o territori relegati ai margini: «Non c'è periferia, nessuno è periferia perché il centro dell'arte, il centro della vita è l'umano». Il valore dell’individuo, ha spiegato, non dipende dalla provenienza né dalle condizioni di partenza.

La scrittrice ha richiamato anche il rapporto tra Occidente e Oriente, sostenendo che la comune appartenenza al genere umano debba prevalere sulle divisioni. Ha inoltre riconosciuto la distanza tra la propria condizione privilegiata e quella di un naufrago, senza però trasformare tale differenza in una gerarchia di valore: «Tra il naufrago e me, che sono tranquillamente una privilegiata, tra il bambino di Librino e il bambino del centro elegante di Catania non c'è periferia».

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Pegaso nasce dalla comunità

Questa riflessione accompagna la poesia composta da Attanasio per “Pegaso-Il cavallo alato”, opera donata dalla Fondazione Antonio Presti. Il progetto comprende anche la “Porta di Pegaso”, costruita a Librino attraverso 5.000 formelle realizzate dai bambini del quartiere insieme alle loro madri.

L’autrice collabora da molti anni con la Fondazione Presti. Le sue parole sono arrivate a margine dell’inaugurazione della Porta di Pegaso, occasione nella quale l’opera è stata presentata come espressione di una partecipazione collettiva e come richiamo al rispetto dell’umano, definito da Attanasio il nucleo comune da riconoscere e riconsiderare.

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