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Cultura 2 min di lettura1 ora fa

Librino, 5.000 mani per Pegaso: il messaggio di Antonio Presti

Nel quartiere di Catania inaugurate una statua e una grande porta in terracotta, realizzata con i manufatti dei bambini del territorio

A Librino l’arte è diventata un esercizio collettivo affidato a migliaia di bambini. Nel quartiere di Catania sono state presentate la statua “Pegaso, il cavallo alato”, firmata da Antonello Bonanno Conti, e “La Porta di Pegaso”, un’installazione composta da 5.000 manufatti in terracotta realizzati dagli studenti e dai più giovani della zona.

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Un’opera nata dalla partecipazione

L’inaugurazione si è svolta nell’ambito della Triennale della Contemporaneità, promossa dalla Regione Siciliana insieme al fondo di beneficenza di Intesa Sanpaolo. Al centro dell’iniziativa non c’è soltanto il risultato artistico, ma il coinvolgimento diretto della comunità, con la presenza di scuole, famiglie, artisti e abitanti del quartiere.

Di fronte alle formelle che compongono la porta, Antonio Presti ha sottolineato il valore di un percorso capace di trasformare la pratica artistica in una visione condivisa del futuro. “Il processo artistico restituisce non solo la condivisione ma anche la visione del futuro”, ha detto il mecenate, spiegando che l’esperienza di Librino prosegue da oltre 30 anni e ha coinvolto quattro generazioni.


Presti: «Il cuore conta più dell’algoritmo»

Per Presti, il sogno rimane accessibile quando si supera la centralità dell’io e si torna a dare importanza alla dimensione collettiva. Nel suo intervento ha collegato la conoscenza alla libertà e ha invitato a non considerare la tecnologia una sostituta delle relazioni umane.

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“Sognare è semplice, molto semplice: basta dimettersi dalla propria egocentricità, togliere l'ego, riprendere il noi, riprendere umilmente e ridare il potere al più grande valore del potere che è la democrazia della conoscenza, la conoscenza è libertà, la schiavitù è ignoranza”, ha dichiarato Presti durante la cerimonia.


Trent’anni di semina a Librino

L’installazione è stata presentata come il risultato di un impegno duraturo, non di un laboratorio limitato a pochi giorni. Presti ha ricordato che il lavoro nel quartiere nasce da una presenza costante e da un rapporto costruito nel tempo attraverso la partecipazione di bambini, genitori, scuole e abitanti.

Nel richiamare il significato dell’inaugurazione, il mecenate ha anche messo in guardia dal rischio di una dipendenza passiva dagli strumenti digitali. A suo giudizio, la giornata ha mostrato che l’emozione condivisa e il rapporto con la bellezza conservano un ruolo centrale, più forte di quello attribuito all’algoritmo o all’intelligenza artificiale.

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