Porti d’Europa, la mostra che svela il lato nascosto del mare
Oltre sessanta immagini di Anastasia Samoylova attraversano sette città portuali e ne raccontano industria, turismo, lavoro e trasformazioni ambientali
Un catalogo pubblicato da Allemandi, disponibile in italiano e inglese, accompagnerà la mostra insieme al programma di incontri gratuiti #INSIDE, previsto il mercoledì alle 18. L’appuntamento arricchisce il percorso di approfondimento costruito attorno alle opere e ai temi affrontati dall’artista.
Il progetto fa parte dell’attività delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, rete che comprende le sedi di Torino, Milano, Napoli e Vicenza. A guidarla è Michele Coppola, responsabile esecutivo per Arte, Cultura e Beni Storici della banca e direttore generale delle Gallerie d’Italia.
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Una colonna sonora per i porti
Nella sala conclusiva, le fotografie saranno accompagnate da una proiezione concepita appositamente per l’esposizione. A fare da contrappunto alle immagini è una composizione originale di Clive Chang, compositore e pianista di formazione classica nonché presidente di YoungArts, organizzazione nazionale statunitense senza scopo di lucro che sostiene i giovani artisti.
La partitura coinvolge pianoforte, archi, ottoni e percussioni. Chang ha preso spunto dalle città rappresentate e dalle loro superfici, senza tentare di riprodurre i rumori dei porti: il suo lavoro mette invece in risalto le opposizioni evocate dalle fotografie, dall’acqua al metallo, dalla quiete al movimento, fino al continuo alternarsi di arrivi e partenze.
Il porto oltre la cartolina
Le immagini di Anastasia Samoylova guardano a Genova, Venezia, Rotterdam, Marsiglia, Lisbona, Atene e Istanbul. In questi luoghi il porto appare come uno spazio dove commercio internazionale, automazione, urbanistica e ambiente si influenzano a vicenda, lontano dall’idea di una semplice area destinata allo spostamento delle merci.
Gru, container, depositi, terminal e mezzi meccanici definiscono scenari dominati dalla produzione industriale. Accanto a queste strutture compaiono gli addetti dei cantieri navali, impegnati nella manutenzione delle imbarcazioni, ma anche i passeggeri e i visitatori delle navi da crociera. Il turismo convive così con il lavoro precario, i flussi migratori e i cambiamenti sociali prodotti dalla crescita dei grandi scali.
La fotografa osserva inoltre il contrasto tra la memoria dei luoghi e le nuove infrastrutture, tra la promessa di sviluppo e le tracce delle attività che hanno modellato le coste. Ne emerge un paesaggio sospeso fra attrazione turistica e funzione industriale, nel quale la bellezza non può essere separata dai sistemi economici e umani che lo trasformano.
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Uno sguardo costruito nei dettagli
Il progetto prosegue la ricerca di Samoylova sul paesaggio contemporaneo e sulle conseguenze delle trasformazioni ambientali. Con FloodZone, iniziato dopo il trasferimento a Miami Beach nel 2016, l’artista aveva documentato gli effetti dell’aumento del livello del mare in Florida; in questa nuova serie concentra invece l’attenzione sulle infrastrutture portuali e sul loro ruolo nell’identità delle città costiere.
La sua fotografia parte da un’impostazione documentaria, ma la sviluppa attraverso un linguaggio personale e meditato. Riflessi, superfici vetrate e piani sovrapposti fanno convivere nella stessa inquadratura elementi differenti, spingendo l’osservatore a interrogarsi sul paesaggio anziché limitarsi a riconoscerlo.
Tra i riferimenti dichiarati della ricerca figurano Germaine Krull, tra le prime interpreti della modernità industriale in fotografia, e Luigi Ghirri, autore di una riflessione originale sui luoghi quotidiani e sul rapporto tra immagine e realtà. Il confronto con questi due percorsi consente a Samoylova di unire memoria storica e mutamenti tecnologici, economici e culturali.
Torino apre una nuova tappa
“Con Harbor continua il lavoro delle Gallerie d’Italia dedicato all’Europa”, ha affermato Michele Coppola. Secondo il dirigente, le immagini conducono il pubblico dentro porti capaci di mostrare insieme fascino, sviluppo e complessità del continente; la nuova committenza amplia inoltre il dialogo con “Wandering Europe” di Luca Campigotto, presentato nello stesso percorso espositivo.
La personale sarà allestita alle Gallerie d’Italia – Torino dal 22 ottobre al 7 febbraio 2027. Curata da Emanuela Mazzonis di Pralafera e realizzata su committenza originale di Intesa Sanpaolo, è la prima esposizione personale di Samoylova in Italia e raccoglie oltre sessanta fotografie.
La rassegna si affianca dunque a “Luca Campigotto. Wandering Europe”, dedicata alle diverse geografie e identità europee. Le due proposte utilizzano approcci distinti, ma condividono l’idea della fotografia come strumento per leggere i territori attraverso storia, memoria e trasformazioni del presente.
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