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Cultura 2 min di lettura45 min fa

Pasolini e Ferretti, in mostra i bozzetti del sodalizio

A Roma, dal 9 novembre al 2 dicembre, esposti 30 disegni legati agli otto film realizzati insieme

Una mostra a Roma racconta la collaborazione tra Pier Paolo Pasolini e Dante Ferretti attraverso 30 bozzetti.

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Incontri per gli studenti

L'esposizione coinvolgerà anche le nuove generazioni con appuntamenti e attività pensati per gli studenti. Giuseppe Emanuele Cangemi, vicepresidente del consiglio regionale del Lazio, ha evidenziato proprio il valore del programma rivolto alle scuole.

Per Antonello Aurigemma, presidente dell'assemblea regionale, l'iniziativa permette di esaminare più da vicino il legame professionale tra i due artisti e il lavoro svolto da Ferretti nel dare forma visiva all'universo pasoliniano.


Il valore dei bozzetti

David Miliozzi, curatore del progetto, ha definito la collaborazione tra il regista e lo scenografo un rapporto «culturalmente necessario». La mostra mette a confronto la statura intellettuale di Pasolini con quella di Ferretti, allora giovanissimo e già considerato dal regista un talento fuori dal comune.

Secondo Miliozzi, i disegni consentono di seguire la nascita delle idee scenografiche e ricordano una delle indicazioni ricevute da Ferretti: «l'importanza dell'errore: la bellezza è sempre imperfetta». Il curatore ha collegato questo principio anche al cinema recente, citando Christopher Nolan e il richiamo al Gesù del Vangelo secondo Matteo per la raffigurazione di Ulisse.

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Otto film tra 1964 e 1975

Il percorso, intitolato “Bellezza imperfetta. Io e Pasolini”, sarà visitabile dal 9 novembre al 2 dicembre. I materiali riguardano gli otto lungometraggi ai quali Pasolini e Ferretti lavorarono insieme, dal Vangelo secondo Matteo del 1964 a Salò o le 120 giornate di Sodoma del 1975.

La presentazione si è svolta nella sala Bartoloni del consiglio regionale del Lazio. Ferretti ha ricordato di essere entrato nel cinema di Pasolini quando aveva 18-19 anni, come assistente scenografo nel Vangelo secondo Matteo: «Non fa niente, lo portiamo avanti noi», gli disse il regista quando Luigi Scaccianoce, di cui era assistente, era spesso assente dal set.

Da quel primo incarico nacque una collaborazione durata nel tempo e arrivata fino all'ultimo film diretto da Pasolini.

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