Dopo il doppio trapianto, la promessa di Carlini: tornare sulle cime
Nel nuovo libro lo scrittore racconta la rinascita dopo l’operazione e il legame con la letteratura della Resistenza, tra ricordi, montagne e desiderio di libertà.
La montagna come traguardo fisico, ma anche come immagine di una vita da riconquistare: è questo il centro del nuovo libro di Alessandro Carlini, presentato durante l’appuntamento conclusivo dell’estate alla Fiera del Libro di Iglesias. In “I battiti della montagna”, lo scrittore e giornalista ripercorre la propria rinascita dopo un doppio trapianto di cuore e reni, intrecciando esperienza personale e memoria letteraria.
L’incontro si è svolto a Portoscuso, nel Sulcis Iglesiente, davanti a un pubblico riunito in uno dei dieci comuni che sostengono la candidatura di Iglesias a Capitale italiana del Libro 2027. Prima di concentrarsi sul volume, Carlini ha rivolto un auspicio alla città sarda, chiamata a confrontarsi con Nuoro e con le altre sei province arrivate alla fase finale della selezione promossa dal Ministero della Cultura.
Una rinascita costruita passo dopo passo
Pubblicato da CAI Edizioni nel 2026, il libro conta 192 pagine e ha un prezzo di 18 euro. Carlini sceglie la prima persona per raccontare la malattia, l’attesa e il ritorno a una dimensione quotidiana, usando la salita come misura concreta di un recupero che procede lentamente.
Il concetto che accompagna il percorso è quello del “centimetro esistenziale”. Durante le notti in ospedale, lo scrittore immaginava le montagne davanti a sé, proiettandone mentalmente i profili sulla parete della stanza. Quella visione diventava una forma di resistenza: avanzare poco alla volta, fino a superare idealmente il confine del ricovero e rivedere le cime desiderate.
Nel libro trova spazio anche una promessa: «Ti prometto che andrò a cercare le montagne che ho sognato. Ti prometto che tornerò». È il patto che apre il cammino narrativo e che risale alla notte precedente all’intervento, quando il futuro appariva ancora incerto.
I libri che indicano la via
La ricerca di Carlini passa attraverso alcuni autori legati alla letteratura resistenziale e al rapporto tra uomo, territorio e libertà. Tra i riferimenti compaiono Beppe Fenoglio, Mario Rigoni Stern, Piero Chiara e Luigi Meneghello, letture che alimentano il desiderio di raggiungere luoghi fino ad allora conosciuti soltanto attraverso le pagine.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Accanto agli scrittori uomini, il volume richiama anche figure femminili rimaste più ai margini del racconto letterario, come Antonia Pozzi e Giovanna Zangrandi. La presenza di queste autrici è legata alla riflessione di Carlini sull’emancipazione dai pregiudizi di genere e sulla necessità di ampliare la memoria culturale della montagna.
Zangrandi, arrivata dalla pianura, si stabilì in Cadore dopo aver lasciato Cortina, già allora frequentata meta turistica. Durante la guerra partecipò alla lotta di Liberazione e si innamorò del comandante della propria formazione partigiana, morto il 26 aprile 1945. Carlini richiama questa storia anche in relazione all’ipotesi che gli organi ricevuti per il trapianto possano provenire da una donna.
Iglesias cerca una nuova identità culturale
La presentazione di Portoscuso si è inserita in un progetto più ampio, ideato da Maurizio Cristella, che punta a diffondere la lettura attraverso una partecipazione condivisa dei comuni del territorio. L’obiettivo è proporre Iglesias come punto d’incontro culturale del Mediterraneo, oltre i confini geografici e le barriere di esclusione.
La candidatura a Capitale italiana del Libro per il 2027 rappresenta dunque lo sfondo istituzionale dell’incontro. Nel suo intervento, Carlini ha collegato il valore della lettura alla possibilità di immaginare nuovi percorsi personali e collettivi, proprio come accade al protagonista del suo libro quando la montagna diventa la meta di una seconda vita.
Continua a leggere
De Chirico e la Sicilia: il mito greco torna nelle piazze metafisiche
Al Museo d’Arte Contemporanea del Carmine di Scicli, una cinquantina di opere racconta il rapporto tra l’artista, la classicità e il paesaggio siciliano
Biagio Conte, la sorpresa su Rai1: oltre 2,5 milioni e un nuovo progetto
Il film dedicato a Fratel Biagio ha vinto la prima serata e ora punta a portare gli studenti dentro la Missione Speranza e Carità di Palermo.
A Catania Pegaso prende il volo: 5mila sogni per Librino
La nuova scultura di Antonello Bonanno Conti entra nel museo Magma insieme a una porta formata da migliaia di terracotte create dai bambini del quartiere
Un milione e un titolo: la sfida di Civita e Bolsena nel 2028
L’aggregazione tra Civita di Bagnoregio e Bolsena ha prevalso con “Arte che viene, arte che va” e riceverà un contributo di un milione di euro.