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Cultura 3 min di lettura4 giorni fa

Diana, il libro che riapre lo scontro: l’ipotesi su Harry e Meghan

Le accuse contenute nel memoir di Charles Spencer riaccendono il conflitto intorno alla famiglia reale e spingono gli osservatori a interrogarsi sul ruolo dei Sussex.

Il memoir di Charles Spencer torna a mettere sotto pressione la monarchia britannica. Al centro ci sono i ricordi sulla morte di Diana, i rapporti difficili con Carlo III e l’ipotesi di una convergenza tra il conte e Harry e Meghan, proprio mentre il Palazzo ha scelto di replicare pubblicamente.

Richard Fitzwilliams, commentatore reale britannico, legge l’operazione come un attacco diretto alla famiglia reale. A suo giudizio, le tensioni fra Spencer e Carlo potrebbero essere state molto aspre dopo la morte di Diana, ma alcune ricostruzioni del libro restano, secondo lui, prive di basi solide.


Il Palazzo risponde alle accuse

Swan Song. Diana, My Sister alterna episodi della vita della principessa ai momenti successivi alla sua scomparsa. Il volume passa dal matrimonio reale al funerale e procede poi per ricordi brevi, nei quali Spencer descrive in modo severo diversi componenti della famiglia Windsor.

Fra gli episodi più discussi compare il presunto sfogo di Carlo, allora principe di Galles, sul rapporto con i genitori. Spencer riferisce che avrebbe detto: «i miei genitori insistono nel trattarmi come... come un bambino». Alla regina Elisabetta viene invece attribuito il giudizio secondo cui l’erede al trono sarebbe stato «sempre risentito per qualcosa».

Il libro contiene anche valutazioni molto dure su Filippo, Anna e Andrea. Il duca di Edimburgo viene ricordato per una violenta sfuriata rivolta alla regina durante l’apertura del Parlamento nel 1977; alla principessa reale viene rimproverata l’assenza di «grazia e buone maniere», mentre l’episodio riguardante il principe Andrea appare decisamente meno grave.


Fitzwilliams vede una strategia comune

A suscitare la reazione più netta dell’esperto sono però i passaggi su Carlo e Camilla, oltre all’affermazione secondo cui Diana avrebbe pensato al divorzio perché il marito sarebbe stato innamorato del proprio valletto. Fitzwilliams definisce questa ricostruzione «una malignità priva di fondamento» e ricorda che i rapporti fra Spencer e la sorella non furono sempre sereni.

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Il commentatore richiama anche il litigio del 1993 legato a un cottage nella tenuta di Althorp. Secondo quanto riferito, i due sarebbero tornati a essere estranei al momento della morte di Diana. Fitzwilliams considera inoltre rilevante il ruolo avuto da Spencer nel presentare la principessa a Martin Bashir: quell’incontro contribuì alla successiva intervista di Panorama, mentre il conte ha ammesso di essere stato ingannato dai falsi documenti bancari.

La replica di Buckingham Palace viene interpretata dall’esperto come un segnale di irritazione. Il comunicato sostiene che «il dolore per la perdita di una sorella può offuscare la memoria» e, secondo Fitzwilliams, potrebbe aver aumentato l’attenzione internazionale sul volume, favorendone anche le vendite.

Resta infine il possibile collegamento con i Sussex. Fitzwilliams ritiene plausibile una collaborazione fra Spencer, Harry e Meghan, anche in vista di un documentario dedicato a Diana nel quale il conte potrebbe comparire. A suo avviso, il soggiorno dei duchi ad Althorp durante la visita di luglio e il loro successivo rientro nel Regno Unito ad agosto alimentano ulteriori interrogativi.

Il tema tornerà inevitabilmente al centro dell’attenzione con il 30° anniversario della morte di Diana. L’esperto osserva che l’opinione pubblica appare divisa sulle modalità delle celebrazioni e invita a considerare anche la posizione del principe William, sul quale, per ora, si possono soltanto fare ipotesi.

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